INTRO

Gli incontri non sono mai un istante chiuso nelle nostre vite, un momento che passa e che va scivolandoci addosso: essi possono essere tempi e spazi sacri. Gli incontri importanti, AUTENTICI, hanno spesso un prima, un durante e un dopo…. Fasi che qui nella nostra Residenza Universitaria vengono singolarmente valorizzate: poiché capaci di GENERARE SUTPORE E CRESCITA.

Un prima di preparazione, che ci conduce all’incontro… aprendo il nostro se’ alla riscoperta di una necessità, alla possibilità che ci venga offerto un seme che se accolto e alimentato sia capace di farci sentire amati, superando ostacoli, prove o limiti un po’ ruvidi. Un “nuovo” che conduca a riscoprire, anche attraverso chi cammina con noi, che chi ci ama lo fa con gratuità infinita:  “IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA” (GV 10, 10).

Ogni incontro pensato per voi, con voi, nasce con il desiderio di donarvi al suo termine…. qualcosa, anche solo un piacevole ricordo, un pensiero positivo, una piccola luce da portare con voi e che possa nutrire quel “dopo” tanto importante perché unico e irripetibile che è la tua vita. Una luce da non tenere nascosta in un cassetto ma da donare alle persone che ci/ti sono vicine in questo cammino, perché è anche “VIVENDO CON…” che si attraversano dimensioni e spazi colmi di stupore, che soli non è possibile nemmeno immaginare.

Raffaella Gonella e Marco Cavallero

 

TRACCE dal COLLEGIO

In questi anni, numerose le lettere che ho ricevuto. Infiniti gli abbracci che ancora oggi mi parlano di quei ciliottini che con sorriso  e desiderio di raccontarsi, tornano sempre:
….. a presentarti la loro famiglia,
……il loro amore,
……la loro storia che continua,
qui vicino o lontano lontano….. ma non troppo per essere condivisa.

Ho scelto oggi di donarvi qualche frammento perché prezioso è il cammino di chi sa aprirsi all’ascolto della testimonianza e uniche sono queste tracce che altri ciliottini prima di te, ti affidano ora.

Raffaella Gonella

Ciliotina

ENTUSIASMO E PARTECIPAZIONE
È bello trovarsi in un posto che diventa familiare… E questo l’ho sperimentato quest’anno, nell’appartamento a San Vidal e in collegio. L’appartamento: mescolanza di caratteri e di culture regionali, i soliti pregiudizi iniziali e il sentirsi davvero parte soprattutto alla fine. Io personalmente, un po’ per gli orari lunghi allo Iuav, un po’ per il mio carattere, inizialmente l’ho vissuto un po’ più riservatamente, ma che bello vedere che comunque fai parte di qualcosa, che si cerca di coinvolgerti, che bello sorprendersi per delle attenzioni o degli atteggiamenti, qualche volta lamentarsi o sorrider per delle innocue litigate… Soprattutto ora, che sono più a casa, mi sto godendo questo clima, clima anche di sessione esami, ma anche quello aiuta: quale miglior occasione, io per prima, per mostrare i lati di sé più nascosti, per condividere e sdrammatizzare la tensione insieme!
Il collegio: questo è il mio secondo anno al ciliota, ma, se l’anno scorso mi ero sentita un po’ più estranea a questa realtà, quest’anno è stato bello partecipare di appartamento, sentirsi non semplici ospiti, ma invitati calorosamente e coinvolti agli incontri molti martedì sera. Io in prima persona non ho proposto grandi cose, ho cercato di partecipare e di essere quanto più disponibile per aiutare, sicuramente anche grazie all’entusiasmo di Veronica che cercava di trascinare l’appartamento o comunque ci coinvolgeva nella preparazione.
È bello sapere che dietro all’esperienza che vivi c’è un percorso di crescita condivisa, che sei in un “mondo”, dove chi più chi meno, chi sorridendo chi lamentandosi, ha scelto di cercare di mettersi in gioco in qualche modo, è bello lasciarsi travolgere dagli esempi entusiasti, come quello di Raffaella, di chi si ricorda di te, di chi vive la sua vita mostrando e ricercando l’entusiasmo continuo condividendo anche i suoi bellissimi bambini con 50 ragazzi più o meno conosciuti, cercando di regalare e trarre la ricchezza di ogni momento e di ogni persona.

Ciliotina

Eccoci di nuovo qui, a fare i conti con l’ennesimo anno rimasto oramai alle spalle ma che, almeno per me, non ha mai lasciato così tanto il segno. Guardare al Ciliota dal di fuori è come pensare ad un piccolo ecosistema, un prototipo della realtà esterna, dove la vita, la gente, il mondo, non fa altro che metterti in continua discussione, metterti alla prova, testare la tua forza di volontà, la tua pazienza, ma senza riuscire a vedere chi davvero tu sei, senza capirti a fondo, confondendoti con gli altri, persone in circolo.
Il fatto è che, per noi, gli studenti che sono il Ciliota, che nel Ciliota cercano di trovare un po’ la loro casa e alla fine trovano la loro famiglia, per i ragazzi che scelgono di essere lì e che hanno un nome, Veronica, Anna, Cinzia, Enrica, e che grazie alla loro unicità creano, ripartono, si mettono in gioco, si espongono, donano, soffrono, gioiscono, si tendono la mano, il ciliota per loro, PER NOI è la nostra realtà, quella che noi, giorno dopo giorno creiamo insieme. Sconfitte universitarie, delusioni d’amore, soddisfazioni e traguardi sognati e raggiunti. Noi li creiamo giorno per giorno. E non solo al martedì sera, tra il piatto svuotato e l’attesa del dolce. Ogni giorno. Quando bisogna stilare una lista dei turni di pulizia in casa, quando una di noi sta male e bisogna accudirla, quando una prepara il pranzo per tutte alla domenica. Ma anche, e soprattutto, quando nascono le idee per un nuovo incontro da condividere con gli altri, quando si rimane fino alle 3 di notte ad organizzare, stanchi ma insieme, quando si progettano grandi cose e poi piano piano si realizzano, con entusiasmo e tempo donato gratuitamente.
Come dicevo, quest’anno come non mai per me è stato intenso. Un nuovo bellissimo appartamento dove già dal primo giorno sono stata messa alla prova, dalle mie nuove coinquiline, che facevano fatica ad ingranare ed entrare in sintonia con l’ambiente che ho appena descritto, e poi, come sempre, instancabile, da Raffaella, che mi ha chiesto e dato la forza di insistere, di provarci, di non arrendermi davanti ai muri che la gente innalza, di arrampicarmi e guardare oltre, dritto negli occhi, fermarmi e dire ‘questa strada la facciamo insieme’ come possiamo, come vogliamo. È quello che ho sempre fatto io ed è quello che ha sempre fatto Raffaella. Con i piedi incollati per terra ma la testa verso tutte le possibilità che un posto del genere, che persone del genere, può farci realizzare. E ne abbiamo realizzate… Le serate con Andrea Antonello, a cui noi abbiamo creduto e ci siamo spesi dall’inizio alla fine, I racconti e le esperienze di Divya e Serena, la passione smisurata di Tommaso per l’arte, una festa di fine anno pazzesca e la mia prima vera esposizione, dove a parlare di chi io sono c’erano i miei disegni e le mie fotografie.
Cosa sarebbe questo posto senza l’entusiasmo, l’amore, la missione che Raffaella si è caricata sulle spalle e sul cuore, a dispetto del suo tempo libero, della sua sanità mentale, del suo privato? Non sarebbe il Ciliota. Non sarebbe il posto dove io ho trovato rifugio qua a Venezia, distante chilometri e chilometri da casa mia, dove ho trovato l’unica sicurezza di cui avevo bisogno, sapere che avrei sempre avuto qualcuno al mio fianco. E per sempre intendo sempre davvero! 24 su 24, 7 su 7. Che il problema fosse non ho più il latte per fare colazione, ho bisogno di un aiuto per un esame, sono triste, non credo in me, ho quest’idea.
Raffaella c’è. È al mio fianco, cammina insieme a me. Raffaella è quella che non si siede mai, quella che a cena spinge e pulisce i vassoi insieme a noi, che porta un dolce preparato da lei in sessione di esami, che ti ascolta mentre piagnucoli anche fino all’alba per non lasciarti sola, che conosce gli aspetti più delicati e fragili di noi e li sa amare e rispettare, che fa di tutto, più di quanto meritiamo, per farci sentire persone e non semplici studenti universitari che pagano un affitto, che hanno delle regole da rispettare. Raffaella è fiducia. E poi magari a qualcuno verrebbe da dire, ma in fondo lei che ci guadagna? Che ci guadagna a perdere il sonno? Che ci guadagna a dare il triplo di quello che basterebbe? Che ci guadagna ad esporsi così, a fare incazzare la gente, a mettersi nei guai, a spendersi per noi, i Ciliotini? Penso che, chi vive secondo questo pensiero ‘che ci guadagno ‘ potrà presto giungere alle sue conclusioni, se non c’è già giunto. Io, che dopo tre anni sono ancora qui, e sono quella che sono diventata, e ho fatto quello che ho fatto e a volte mi chiedo come sarà questo posto nei prossimi anni, dopo i segni che quest’anno abbiamo lasciato, non solo per noi ma per questo posto, i muri scavalcati e dipinti, penso solo a quello che potrò continuare a dare, quello che potrò continuare a fare, quella che potrò continuare ad essere.
“non c'è peggiore sordo di chi non vuol sentire tu pensa a chi non sente e poi ne vuol parlare” da Caro Il Mio Francesco, di Ligabue

Ciliotina

Ancora non mi rendo conto che siano già passati 3 anni, mi sembra ieri, quando ho messo le mie cose in valigia e sono partita per questa nuova esperienza: una scelta arrivata da mesi di indecisione tra Milano e Venezia. L’università di Milano aveva un corso simile, ma c’era qualcosa che non mi convinceva più di tanto… non era il mio corso ideale poiché il mio vero sogno era quello di poter venire a studiare a Venezia. Questo però comportava tanti sacrifici, infatti fino all’ultimo ero in bilico tra andare a Milano, dove avrei ritrovato la mia classe delle superiori, avrei mantenuto le stesse abitudini e sarei rimasta a vivere a casa oppure andare a Venezia, iniziando un percorso tutto mio che avrebbe significato più responsabilità e il mettersi in gioco costantemente.
Il nuovo e l’incerto mi ha sempre fatto paura e soprattutto la mancanza di casa mi ha fatto vacillare molto, ma poi grazie ai miei genitori e a mio fratello ho raccolto la sfida e ho scelto Venezia con tutti i pro e i contro che questa scelta portava con sé. A distanza di tre anni, quando la fine di questa esperienza è ormai prossima, posso affermare che l’università è stata una bella sorpresa, il corso che ho scelto si è rivelato un gran trampolino di lancio per il mio futuro e per le mie ambizioni.
Ora è giunto il momento di parlare di ciò che più volte ho definito Casa, il collegio. Ricordo ancora, e penso che ricorderò per sempre, i primi mesi di convivenza qui a Venezia, prima in appartamento e poi in collegio. Erano giorni grigi, giorni in cui tutto mi era nuovo, mi sembrava di aver perso tutte le mie certezze e continuavo a chiedermi se avessi fatto o meno la scelta giusta. I primi giorni qui a Venezia li ho passati in appartamento a San Vidal dove ho avuto la fortuna di conoscere due persone che hanno reso questo cambio di residenza meno difficile, meno grigio e soprattutto mi hanno fatto sentire coccolata e meno sola. Mi sono sentita come una sorella più piccola a cui loro dovevano o volevano badare, non mi lasciavano mai sola affinché non sentissi la nostalgia di casa, mi coinvolgevano in qualsiasi attività/iniziativa, mi spiegavano la strada per non perdermi per Venezia, insomma… spendevano molto tempo con me e per me.
Ad ottobre 2014 è iniziata la mia esperienza in collegio, il mio primo anno qui al Ciliota.
La mia seconda casa per questa esperienza, dove grazie ad alti, ma soprattutto bassi ho avuto la possibilità di crescere, di maturare e di prendere consapevolezza di ciò che so fare, ma principalmente mi ha fatto capire chi sono e cosa/come vorrei diventare. Ho imparato che non tutti siamo uguali e non tutti abbiamo lo stesso modo di rapportarci, ho imparato che tante persone ti si ci sono rimasta male e ho reagito anche troppo di petto, ma poi mi sono resa conto che il Ciliota è solo un piccolo assaggio di ciò che mi aspetterà in un futuro, che non si può sempre piacere a tutti, che in certe situazioni bisogna lasciarsi scivolare di dosso delle critiche fini a se stessi, che non ci si può sempre addossare e caricare di tutti i problemi e per questo dico grazie anche a questi insegnamenti che renderanno il mio approccio alla vita meno aspro e mi hanno fatto capire ciò che conta davvero.
Il Ciliota però è anche tanto altro, è una casa dove condividere con altri ragazzi la tua esperienza, è trovare un appoggio, un supporto e soprattutto ti da la possibilità di imparare l’importanza del donare gratuitamente, senza aspettarsi qualcosa in cambio perché ciò che conta è per chi lo facciamo e non per cosa. La vita collegiale e la parola “Condividere” non sono stati facili da capire e comprendere, ma se si affronta questa esperienza nel modo giusto la si vede come un’opportunità per imparare e non solo come un qualcosa di negativo.
Non posso negarlo, ci sono stati tanti momenti in cui la nostalgia di casa e la mancanza dei miei affetti si è fatta sentire e ha sovrastato qualsiasi cosa, ma grazie alle persone giuste e ad alcune parole arrivare nel momento più opportuno sono riuscita a trasformare quelle giornate grigie in momenti felici e spensierati.
Mi sembra giusto e doveroso a questo punto, non avendolo mai detto pubblicamente prima, dire grazie, in maniera anonima, a tutti coloro che ho incontrato nel mio percorso veneziano, a coloro che hanno speso del tempo e delle parole per me, a tutti coloro che con buone o brutte maniere mi hanno fatto capire chi sono veramente e che mi hanno aiutato a capire i miei pregi e i miei difetti.
Un ultimo Grazie anche alle persone che in questi giorni mi hanno fatto capire l’importanza di questa lettera, mi hanno aiutato nella forma e che mi hanno sostenuto anche in quest’ultimo tassello.
Auguro a tutti e anche a me stessa di continuare a inseguire i propri sogni, di non lasciarsi condizionare dall’incerto e dal nuovo, di credere di più in sé stessi perché quando si ha chiaro un obiettivo si supera tutto e soprattutto di provare a vedere nelle difficoltà un minimo spiraglio di positività in modo da riuscire a rialzarsi più forti e più solidi di prima.
la cosa migliore che tu possa fare è credere in te stesso/a. Non avere paura di tentare. Non avere paura di cadere. Se capitasse levati la polvere di dosso rialzati e prova ancora

Ciliotina

Sono arrivata in collegio a ottobre 2016 molto timida ed impaurita. Non sono una ragazza molto socievole all'inizio di solito, ma quì è stato diverso. Piano piano sono riuscita ad integrarmi e a trovare quelli che oramai chiamo Amici. Inizialmente non prendevo parte agli incontri organizzati perché seguivo un corso serale per diventare sommelier, ma una volta finito ho cominciato ed essere più presente. Quest'esperienza mi ha arricchita molto. Nonostante io abbia gia 3 fratelli ho capito cosa vuol dire convivere con altre persone. È vero siamo tanti e tutti diversi, è difficile trovare un punto d'incontro, ma secondo me questo posto ci sta riuscendo piano piano. Dopo litigi e momenti passati insieme a spettegolare posso dire che è stata un'esperienza veramente bella e che mi ha fatto crescere molto. Da una ragazza che non parlava quasi con nessuno ne è uscita una nuova capace di relazionarsi senza paura. Grazie di cuore per avermi fatto vivere quest'esperienza importante per la mia crescita. E grazie per volermi sopportare e per aiutarmi con l'alloggio di quest'estate!
Quest'anno è stato il mio secondo anno all'interno della Residenza Universitaria Ciliota ed è stato senza dubbio un periodo speciale, ricco e stimolante sotto ogni punto di vista. Se infatti l'anno scorso è stato più un momento di scoperta e di novità, quest'anno ho potuto prendere parte ancor più attivamente alla vita comunitaria e svolgere un ruolo in primo piano che mi ha notevolmente fatto crescere e maturare.
Quello che ho senza dubbio più apprezzato sono stati i numerosi incontri, serate ed eventi che abbiamo svolto durante l'anno: sono stati momenti magici, in cui ho potuto abbracciare nuovi aspetti della vita, apprendere, crescere e grazie a cui ho trovato vari spunti di riflessione e stimoli.
Detto ció, non posso negare che non sia stato difficile, soprattutto quando c'è anche una vita universitaria da gestire e in cui destreggiarsi contemporaneamente. Ogni incontro ha richiesto infatti una grande attenzione che non si esauriva alla sola data di svolgimento: tutti i momenti insieme quest'anno sono stati pensati a lungo, noi ragazzi insieme a Raffaella ci siamo trovati prima per decidere cosa proporre, cosa affrontare insieme, cosa avrebbe potuto cambiare e aiutare, cosa avrebbe potuto lasciare quel qualcosa di più. Ed è così che sono nati i bellissimi incontri con Franco e Andrea alla scoperta dell'altro e del "diverso" che non è poi così diverso; le serate di condivisione con medici e volontari che avrebbero portato parti anche difficili della loro vita e le loro risposte per affrontarle, la fede e gli affetti; le serate "Le mie Passioni" dove noi Ciliotini ci siamo aperti, condividendo parti importanti di noi quali viaggi, interessi ed esperienze che avrebbero potuto farci conoscere meglio, trasmettendo qualcosa e rendendoci più uniti e meno "estranei"; oppure le varie uscite organizzate dalla residenza alla scoperta di Venezia, per prendere bene coscienza di dove siamo, di cosa ci sta intorno e perché anche l'arte può essere un tramite per capire e scoprire.
In questo modo, alla fine, anche tutta la fatica, la dedizione e il tempo richiesto per il concepimento e la realizzazione di questi momenti non sono in alcun modo stati vani, perché vedere gli apprezzamenti generali e capire che si stava costruendo pian piano qualcosa, che tutto alla fine era collegato e ragionato all'interno di un filo comune, sarebbe valso molto di più. È finito così questo mio secondo anno all'interno del Ciliota, un anno bello e difficile allo stesso tempo, ma che alla fine, nel bene e nel male, mi ha di sicuro lasciato tanto.

Ciliotina

Nei due anni di permanenza presso la Residenza Universitaria dell’Istituto Ciliota ho trovato un ambiente accogliente e familiare che mi ha consentito di proseguire non solo il mio percorso di studi, ma anche il mio percorso di crescita personale.
Vivere in comunità non è sempre facile, ma sicuramente è un’ottima palestra di vita che offre occasioni e stimoli per una crescita che tocca le diverse dimensioni umane: fisico, intelletto, psiche e spirito. L’esperienza al Ciliota mi ha fatto capire che la vita comunitaria per essere bella deve essere vissuta amando il luogo e le persone che ci vivono. Le debolezze e le fragilità di ognuno diventano occasione per essere prossimo gli uni degli altri. Fare con attenzione amorevole le piccole faccende quotidiane rende l’ambiente più bello e più ricco. Dare e aiutare in modo disinteressato rende migliore la vita di ognuno. Così il FARE e il DARE diventano strumento per ESSERE. Non è facile riuscire in questo perché l’individualismo porta spesso a chiuderci nelle nostre stanze, ma i responsabili dell’Istituto Ciliota (don Luciano e Raffaella) con la loro presenza, i loro consigli, le loro proposte formative ci aiutano a non dimenticare che la vita comunitaria è una ricchezza nel momento in cui crea bellezza nella vita di ciascuno.
Volevo raccontarvi un po' quello che è il mio pensiero sul tempo, un'idea che ho abbracciato soprattutto in questi ultimi due anni in cui mi sono ritrovata a ripartire da 0, in una nuova città, dove non conoscevo nessuno e avevo una quantità di tempo limitato da impiegare. È inutile che io dica che buona parte del nostro tempo va spesa per il nostro lavoro, che lo studio, la nostra occupazione del momento, mentre altro tempo va impiegato per curarsi (mangiare, dormire, igiene personale), e queste due attività potrebbero già riempire completamente il nostro tempo. Io, come studente fuorisede, sono arrivata a gestire per la meglio questi due aspetti della mia vita, però dopo poco mi sono resa conto che non mi bastava, che c'era un investimento del mio tempo che magari non avrebbe favorito l'università o il mio benessere fisico, ma sicuramente mi avrebbe reso più felice.
E questo investimento era quello nei rapporti umani. Quindi mi sono messa d'impegno, e ho cominciato a ricercare ed investire nelle amicizie che volevo creare, investire del tempo materiale, che fosse un caffè ogni giorno con una determinata persona, o una cena ogni due settimane con un'altra, o una merenda per allacciare un rapporto con chi desideravo che fosse nella mia vita. E così, con questi piccoli grandi investimenti, sono riuscita, bene o male, a creare dei rapporti che spesso mi arricchiscono e mi riempiono più della pagina di un libro o di un'ora di estetista e che lotto per mantenere. Sono sicura di non essere l'unica, che in questo posto dove i rapporti vengono privilegiati e si creano in ogni angolo del Ciliota, che ha creato delle amicizie significative per se stesso. Ecco… COSA C'ENTRA QUESTO DISCORSO CON L'INCONTRO DI STASERA?
C'entra, perché una delle ricchezze e direi delle unicità del nostro collegio-appartamenti Domus Ciliota è sempre stata quella di non tenere le porte chiuse, ma sempre aperte agli amici dei Ciliotini, alle persone che questi hanno voluto farci conoscere in incontri o semplicemente nella quotidianità.
Andrea è uno di questi amici: l'abbiamo conosciuto lo scorso anno, ma in quanto amico, ecco che ci troviamo ad investire, stasera, tutti insieme, il nostro tempo in questo rapporto speciale che abbiamo creato con lui, come investiremmo nei nostri singoli rapporti, per consolidare un legame che può darci tanto, se ci dedichiamo questo momento per non farlo morire. Stasera quindi, io credo, ci dedicheremo prima di tutto a questa amicizia, una delle tante e uniche che abbiamo creato nel nostro percorso.

Ciliotina

Questi tre anni a Venezia e l’esperienza in appartamento mi hanno fatta crescere tantissimo e ho capito quanto sia importante il termine INSIEME, all’inizio è difficile trovare l’equilibrio giusto, ma apprezzando le diversità, il tesoro che ho ricevuto è stato grandissimo. Insieme abbiamo superato le piccole difficoltà… Insieme abbiamo fatto nottate per gli esami… Insieme ci siamo fatte forza nei momenti in cui la cosa più facile era mollare… ma quella parola giusta, quel piccolo gesto permettono di capire che INSIEME possiamo farcela. Inoltre, in questo piccolo mondo dell’appartamento, non eravamo sole, avevamo il Ciliota, con Raffaella e i ragazzi che ci hanno fatto sempre sentire accolte, fino a diventare il mio punto di riferimento. Ringrazio di cuore Raffa, il collegio, i ragazzi e soprattutto le mie coinquiline, amiche, sorelle, per il loro esserci sempre, per il loro sostegno, perché quella che sono oggi, i piccoli traguardi raggiunti sono merito anche loro… INSIEME... Porterò questa esperienza indimenticabile con me e non ringrazierò mai abbastanza il Signore per questo dono ricevuto.
Non tutto il male viene per nuocere, e ne ho avuto una prova quest'anno, trovandomi di fronte alla necessità di cambiare residenza. Innanzitutto, sono rimasto molto deluso dal fatto che la vecchia residenza mi abbia informato di aver tolto cento posti soltanto a luglio, cogliendomi alla sprovvista.
Per fortuna ho scoperto l'"Istituto Ciliota", gestito da Raffaella Gonella, la quale contribuisce molto a far restare uniti fra di loro i ragazzi della residenza, facendo così in modo che nessuno si senta solo, talvolta aiutando i più timidi ad esprimersi, ad esempio permettendo loro di organizzare degli incontri in cui condividere le proprie esperienze e passioni. È inoltre disposta all'ascolto dei nostri problemi, e se si tratta di problemi con gli altri ragazzi della residenza ci fornisce, senza giudicare nessuno, consigli che possano portare dal litigio ad una nuova amicizia. Organizza inoltre attività interessanti per rendere meno noiose le giornate e soprattutto per farci comprendere il bello dello stare insieme. Quest'anno per me è stato un anno veramente bello ,perché mi sono reso conto che non avrei più potuto trascorrere un anno come quello ai crociferi dove mi sono sentito veramente solo e alcune volte anche deriso dai ragazzi che erano ospiti lì senza che nessuno li riprendesse , trascorrevo ore e ore a studiare in corridoio dove nessuno mi considerava .

Ciliotina

La mia esperienza di quest'anno al Ciliota non è stata facile. Questo perché la mia età, le mie priorità, lo stile di vita, di studio e il momento di vita in cui mi trovo non mi rendono la persona più adatta per vivere in collegio, o per lo meno non per troppo tempo. In ogni caso, anche se non è stato tutto rose e fiori, sono certamente cresciuta, anche perché è nelle situazioni più difficili che si cresce di più. Ho conosciuto e mi sono confrontata con parti di me che sono emerse e che non avevo mai approfondito, e ho trovato in me stessa del materiale da elaborare, migliorare, questioni da risolvere, e mi si sono aperti nuovi orizzonti di lavoro su di me che è necessario intraprendere per poter spiccare quel salto, quel volo, e andare avanti, andare oltre. Raffaella in tutto ciò è stata una luce per me, ha avuto molta pazienza e comprensione di fronte alle mie difficoltà e c'è sempre stata. Per parlare, per cercare di trovare una soluzione insieme, per aiutarmi a capire cosa potrebbe essere meglio per me. Mi è stata vicina non solo per quanto riguarda le questioni di collegio ma anche in alcuni momenti bui che ho vissuto, così come nei momenti di gioia e successo; in lei ho trovato una persona disposta ad ascoltare e consolare, e la sua presenza è stata un conforto per me. Lei c'era, e c'era di persona, per sms, per messaggi vocali a qualsiasi ora. E anche solo un caffè o un tè insieme a lei mi hanno regalato attimi di serenità e sorrisi, e mi hanno aiutata a recuperare il filo della speranza che a volte noi esseri umani ci facciamo scivolare dalle dita e abbandoniamo. Ricorderò con molto amore anche i suoi due bimbi, i due angioletti, che hanno il potere curativo di aprirti il cuore solo guardandoti negli occhi.

Ex Coliotina

La mia formazione universitaria a Venezia coincide con il mio ingresso al Collegio Ciliota. Anni intensi, pieni di cose da fare, dove ho imparato a condividere il mio tempo con quelli di altri ragazzi e ragazze dell'Università. Sono anni di forte dinamismo, con tanti stimoli a crescere e a far meglio, giorno dopo giorno. E' grazie alla solidarietà di questa piccola comunità che i miei studi hanno preso slancio, il sorriso la parola di incoraggiamento, la cena preparata insieme, la riunione tra gli studenti, l'incontro culturale, il progetto da sviluppare sono strumenti fondamentali per crescere in armonia. Ringrazio Raffaella, mio tutor che si è prodigata sempre per il raggiungimento del miglior risultato per tutti noi, sempre disponibile a trovare soluzioni pur di far "carburare" la macchina e permetterci sempre di andare avanti con il sorriso. La vita al Collegio Ciliota rappresenta un importante spaccato della mia giovane vita. Grazie!
Guardando alle spalle dell'anno appena trascorso devo ammettere che la mia esperienza con gli alloggi veneziani non è mai stata delle migliori. Arrivavo da mesi di telefonate a vuoto, di continui "È possibile parlare con la direzione?" ed la cornetta sbattuta in faccia. Ma nonostante tutto, per immensa gioia di Raffaella mi verrebbe da dire, non mi sono arresa: mi affacciavo a Venezia con un bagaglio di disperazione, all'alba del fantomatico giorno dell'esame d'ammissione ancora non avevo un posto dove andare.
Mi piace pensare di aver interiorizzato a priori il fatto Ciliota fosse la mia strada ma sono sicura che non è il discorso melenso quello che mi si addice di più.
Non so dire cosa mi abbia guidato nella scelta, se le mie dubbie capacità di prendere decisioni post esame o vero e proprio istinto, ma fatto stà che l'idea del Ciliota non si era mai effettivamente spenta e quindi decisi di fargli una visita a sorpresa - sorpresa per me perchè dopo 15 minuti avevo una struttura in cui risiedere dopo così tanto tempo passato a cercare.
Con l'inizio del mio percorso di studi iniziò anche quello in questa struttura, come tutti i nuovi elementi di qualsiasi cosa in me era forte il terrore di non trovarmi in un ambiente favorevole, di non riuscire a stringere amicizia con nessuno ma è inutile dire che questo non è quello che è successo. La comunità del Ciliota è viva, composta di pari, studenti disperati e vagamente confusi, dove non si lascia indietro nessuno.
Ad un anno di distanza posso dire, anche con una certa fierezza, di essere cresciuta come essere umano, di aver fatto fronte a problematiche di vario genere legati al fatto che è difficile adattarsi alle necessità di trenta persone, di essere cresciuta come le mura di casa non mi avrebbero mai permesso di fare. Posso dire sopratutto di aver conosciuto persone splendide, che siano coinquiline, nottambuli ingurgitatori di the alle tre del mattino o altri desperados in cerca di una risata tra la mole dello studio.
Vorrei trovare altre parole con cui rendere il Ciliota un esperienza da fare, ma ripensandoci non esistono parole in grado di far riaffiorare così tante emozioni.
Nel bene e nel male il Ciliota è una casa, una seconda famiglia con zie e cugini meravigliosamente umani.

Ciliotina

Giugno 2017
Scrivo questa testimonianza sull'anno veneziano trascorso nelle vesti di "ciliotina" e da matricola universitaria, arrivata quindi alla conclusione del primo anno accademico e a quel che é solo l'inizio del percorso di crescita personale.
Tutto ciò 12 mesi fa mi sembrava un traguardo irraggiungibile
24 Agosto 2016
mi rivolgo per messaggio a Raffaella, direttrice del Collegio Universitario Ciliota, riferendole appunto la paura che era cresciuta in me in quei giorni: conclusasi la certezza liceale mi imbattevo nella mia prima vera e personale "scelta", passavo dalla vita delle tutele e della spensieratezza a quel che mi sembrava l'età precaria e dell'incertezza: "mi chiedo se il salto non sia ancora troppo grande"
É così che mi piace ricordare il primo approccio avuto con Raffa, con una persona prima di allora ignota (se non per il riferimento telefonico indicatomi dall'ufficio di quella residenza accademica che mi pareva così lontana), della quale non conoscevo il viso ma che da subito mi ha accolta in quella che é diventata una delle principali esperienze in questa mia vita da ventenne "Carissima se tu fossi qui vedresti il mio volto rassicurante. Non tradire i tuoi sogni, non lasciarti guidare dalle tue paure, impareremo INSIEME ad affrontarle e a gestirle" Condivido con voi questi pensieri personali perché costituiscono il punto di partenza del mio percorso formativo che si é sviluppato e articolato progressivamente in questi mesi, concretizzandosi a partire dal momento in cui sola sono arrivata in una città incredibilmente bella ma sconosciuta.
Ora mi rendo conto come questa mia solitudine non rispecchiasse la realtà in quanto, pur provando frustrazione e malinconia per un nuovo inizio e per le difficoltà ad esso collegate, avevo il grande sostegno della mia lontana famiglia e di quella che di li a pochi mesi avrei iniziato a considerare come tale.
3 Ottobre 2016
Inizio della mia vita collegiale, conoscenza dei miei futuri "coinquilini", di quelle amicizie che ho visto germogliare dai gesti più quotidiani e che in alcuni casi si sono radicate in legami saldi e fraterni, con cui ho condiviso momenti di difficoltà e di gioia.
La condivisione é certamente uno dei temi principali del vivere insieme, fattore che porta a mille sfaccettature, quali il confronto con pensieri e abitudini diversi dai tuoi, la tolleranza, la flessibilità... tutti elementi che in un primo momento di convivenza possono sembrare, e a tratti sono, complessi, ma che mi hanno portata ad attimi colmi di meraviglia e riconoscenza, che sola non avrei potuto immaginare.
La vita di collegio é ricolma infatti di aiuti reciproci, di sorrisi, di opportunità di dialogo: in questi mesi ho imparato a vivere all'insegna del ricevere e del donare a propria volta, attraverso momenti di incontro , giornate dedicate al divertimento e alla conoscenza e soprattutto piccoli gesti comuni.
Ho imparato a vivere con ragazzi e ragazze che presentano storie diverse dalla mia ma accomunate dallo stesso desiderio di raggiungimento dei propri sogni, a prescindere dagli ostacoli che ci presenta la vita e che è possibile superare insieme.
Ho imparato a dare peso alle cose grazie alle anche difficili esperienze altrui che ci sono state presentate durante i regolari incontri, a modificare il proprio pensiero dal singolo alla collettività non incentrandosi solo su se stessi.
Ho imparato il valore che si cela dietro un abbraccio silenzioso, un sostegno amico, che spazia dall'aiutare a portare le valigie, al ripetere un programma d'esame sino alle 2 di notte, al ritrovarsi a parlare in treno, a condividere pensieri sotto le stelle.
Le conoscenze acquisite in questo mio primo anno - in un ambiente così vario e stimolante - non possono che continuare e migliorare, ponendosi come base, guida, per quella che é la nostra esperienza formativa, universitaria e personale.
Concludo con un augurio che mi é stato fatto all'inizio di questa mia "sfida": "Sarai fiera di te stessa"
La mia fierezza la ritrovo nelle nuove amicizie, nella mia nuova prospettiva di vedere determinate cose e nell'obiettivo che mi sono posta per questi futuri anni: una crescita personale, di mentalità e di costante ricerca della conoscenza, del nuovo, che prima di allora tanto mi intimoriva.

Ex Ciliotina

Estate 2001. Una giovane ragazza si accingeva a cominciare la sua esperienza universitaria e si aggirava tra le calli veneziane accompagnata da sua madre per trovare un alloggio.
Si imbatterono nel Ciliota. Uno studentato non era nei suoi piani ma quel luogo era cosi fresco e silenzioso che in quel momento di afa estiva rappresentava un’oasi di pace e decise di dargli una chance. La vera differenza la fece la direttrice che le accolse. Sorriso franco, stretta di mano decisa, la donna mostrò loro l’Istituto (o almeno quello che era possibile vedere visto che i lavori di ristrutturazione dovevano ancora terminare) e illustrò loro il progetto educativo. La madre era entusiasta: sua figlia lasciava il nido ma avrebbe trovato un posto sicuro in cui cominciare la sua esperienza universitaria. Quella donna le ispirava fiducia.
La ragazza fu altrettanto entusiasta. Aveva sempre pensato all’università come al momento in cui finalmente avrebbe potuto essere autonoma, avrebbe potuto esplorare nuove parti di sé. Sentiva che qui le sarebbe stata data la possibilità di sperimentare un percorso di crescita personale e interpersonale in un ambiente stimolante e non vedeva l’ora di cominciarlo.
E così fu. Per tre anni in collegio e un anno in appartamento, la ragazza visse e contribuì a costruire la bella comunità di cui faceva parte. Imparò a dare un nuovo valore a sé stessa e agli altri, al concetto di amicizia e fratellanza. Imparò a condividere con le altre ragazze le gioie, i momenti di ilarità, la stanchezza pre- esame e la gioia di ottenere poi un buon risultato. Imparò anche a cadere e a trovare la forza di rialzarsi, a tendere una mano a un amico in difficoltà. Imparò a far parte di una comunità, a darsi da fare per la realizzazione agli eventi del collegio e del patronato. Ad assumersi le proprie responsabilità per una buona gestione degli spazi comuni e della propria stanza.
Questa ragazza è diventata una donna di 35 anni. Io. A distanza di cosí tanto tempo ricordo con profondo affetto il periodo trascorso al Ciliota e la persona che lo anima da 15 anni con una competenza e una passione totali, Raffaella. Durante il periodo trascorso al Ciliota, è stato bello sapere che c’era una persona che teneva a noi. Che c’era per noi. Sempre.
Come scordare tutte le volte che mi ha accolto, nel suo studio o nella sua stessa casa, anche fuori dall’orario di ricevimento, l’animo turbato e in subbuglio, e mi ha aiutato a riflettere e a superare piccoli o grandi problemi durante il mio periodo universitario? O quando ha gioito insieme a me per un traguardo raggiunto? Rimarranno sempre nel mio cuore le cene tutte insieme, gli incontri settimanali e i bigliettini con le frasi di Sant’Agostino o San Paolo, per nominarne solo un paio, che Raffaella ci faceva trovare nella casella delle chiavi: un piccolo pensiero che impreziosiva la giornata.
Ricordo ancora la dedizione con cui ha seguito una ragazza, mia amica, che stava attraversando un periodo difficile, giorno e notte in ospedale, l’energia messa per trovare le soluzioni migliore e più adatte alla situazione.
L’esperienza al Ciliota è stata una delle più formative della mia vita ed è stata fondamentale per il mio diventare adulta, perché mi ha fornito un modello di riferimento positivo, che rimane per me un punto fermo ancora oggi.
Questi 9 mesi passati alla Domus Ciliota mi hanno fatto capire come si lavora in un team avendo l'opportunità di confrontarsi e vivere insieme in un ambiente comunitario. Non solo mi hanno insegnato a sviluppare capacità che a casa mia di solito non voglio sperimentare (compiti pratici, fare la lavatrice, cucinare, pulire la stanza, pulire il cucinino) ma anche il mettersi in gioco per gli altri che abitano con te. Le attività che ci vengono proposte sono molto interessanti e artistiche. Il Ciliota ha avuto per me la funzione di una piccola palestra per la vita in vitro.
Ho trovato all'interno di questo ambiente sereno e pacifico amici cari che ancora sento telefonicamente e che mi sono stati molto vicini sempre nel corso dei semestri. Poi le comodità logistiche e la cena preparata alla sera sono anche comforts non discutibili senza dubbio. Rifarei questa esperienza volentieri.

Ciliotina

Tutto è iniziato in un’afosa giornata di luglio, era da poco passata la metà del mese, avevo terminato giusto un paio di giorni prima il mio esame di maturità, ultima dell’ultimo giorno quindi ansia accumulata, la paura di non essere all’altezza dell’orale mi avevano accompagnato per tutto l’intero anno scolastico, ma era andato, superato alla grande ma i segni degli esami li avevo ancora addosso, visibili a chiunque, complice anche la scelta universitaria; ma in quel giorno afoso di metà luglio, avevo preso la mia scelta, Venezia sarebbe stata la mia città per i prossimi anni, rimaneva solo da capire dove esattamente avrei trascorso questo periodo di transizione e trasformazione, serviva un posto accogliente, un posto da considerare come casa per l’evoluzione da ragazza a donna!!
Quel giorno di metà luglio, lo ricordo come fosse oggi, arrivata con il treno la mattina prestissimo, cartina universitaria alla mano e cominciai, insieme a mia mamma, a fare il giro dei collegi e a parlare con i vari responsabili; un collegio mi diceva che avrei avuto l’esperienza più bella della mia vita condito da un “facciamo la derattizzazione ogni anno, quindi dovrai andar via in quel periodo”, la mia supplica a mamma con gli occhioni stile gatto di Shrek non ha eguali, avrei meritato l’oscar in quel momento (a mamma il collegio non lo fecero vedere neanche in cartolina), un altro mi mostrava la magnifica fattura dei loro mobili in legno massiccio insieme ad una responsabile che letteralmente viveva lì con le ragazze e le monitorava 24 ore su 24, con pranzi e cene tutti insieme, a cucinare per tutti gli altri; tutto molto bello ma anche no…
Capitai per sbaglio alla Domus Ciliota, trafelata dal caldo e terrorizzata da cosa avrei visto e sentito, saranno state le 13 circa, già alcuni precedentemente non mi avevano accolto perché fuori orario, lì invece, mi avvicinai timidamente alla reception e chiesi se la responsabile fosse in sede e se avesse tempo di mostrarci il collegio, dopo 10 secondi, arriva un sorriso che ha in parte alleviato le mie “sofferenze” mattutine seguito da una stretta di mano forte e amichevole che portava il nome di Raffaella Gonella, responsabile del collegio e degli appartamenti, una stretta di mano che ti guardava negli occhi, uno sguardo che mi lasciò senza parole perché per la prima volta mi sentivo come nuda, come se avesse letto la mia anima e me l’avesse restituita subito dopo. Ci mostrò le varie tipologie di camere a disposizione e nel frattempo raccontava la vita lì tra condivisione, individualità e crescita, senza esagerare, senza primeggiare, sempre col sorriso sulle labbra e la voce di chi ti abbraccia; fissammo il colloquio da lì a due giorni.
Avevo paura del colloquio, non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo a quali domande avrei dovuto rispondere e nemmeno le parole di Raffaella “non ti preoccupare, è solo una chiacchierata” mi avevano calmata molto, era tutto nuovo per me. Ricordo che entrai nel suo ufficio e ne uscii circa 2 ore dopo con in mano un libro di Gianni Rodari "La grammatica della fantasia”, il tempo era volato, avevamo parlato di così tante cose che nemmeno ora saprei dire come siamo riuscite a passare da l’argomento della mia tesina a tutt’altro, il tutto in totale spensieratezza. Dentro quell’ufficio, in quell’occasione, io vidi forse per la prima volta me stessa, certo una versione sbiadita, ma ero io, non timorosa del giudizio di chi avevo di fronte, completamente a mio agio con quegli occhi che non si son staccati per un secondo da me; beh forse qualche secondo si, quando si alzò per prendere il libro che voleva leggessi. Da assidua lettrice, amo i libri e amo il mio personale possesso dei libri, condividerli, prestarli, per me è un po’ fatica (solo a persone fidate), ma il suo gesto di condivisione con me che non ero nessuno per lei, che mi vedeva lì per la seconda volta, fu un gesto di fiducia e di “cammineremo ancora molto insieme” che non si dimentica.
La mia esperienza al Ciliota è stata molto colorata e avventurosa, il primo anno in collegio, due anni in appartamento e poi in appartamento fuori dal contesto collegiale. Sono stati anni di formazione personale per me, di consapevolezza sulle mie capacità e su quello che ero, sul carattere che non voleva emergere e sulle fragilità evidenziate perché parte di me. Sono arrivata a Venezia con la paura di deludere gli altri, perché io non valevo tanto, ma gli altri si, gli altri mi giudicavano ed essere perfetti o cercare di esserlo era l’unica soluzione. Raffaella mi ha demolito queste convinzioni, non con poca resistenza da parte mia, e mi ha reso consapevole di quanta tenerezza e di quante belle sfumature ci fossero in me. Anche il confrontarsi con gli altri, l’esprimere la propria opinione è diventato pian piano una quotidianità, fondamentale soprattutto nella convivenza in appartamento, dove le singole persone devono essere un team per portare avanti una casa armoniosa e pulita.
Vedendo ora quello che sono diventata, penso che la scelta del Ciliota sia stata fondamentale e sicuramente la consiglierei e la ripeterei io stessa, dovessi tornare indietro. Una cosa la devo evidenziare però, non son state le camere pulite e ordinate o la posizione della Domus a farmela scegliere, è stato il coinvolgimento emotivo e umano che ho percepito sin da subito nella responsabile. Quando penso a quegli anni, ho innumerevoli ricordi, belli, stupendi, tristi e anche annebbiati a volte e bui, ma in tutti quei ricordi, in tutti ho sempre la presenza di Raffaella, nelle risate e negli scherzi ma anche e soprattutto nel vuoto e nei pianti; ai miei occhi è sempre stata una spalla su cui piangere, una complice, talvolta quel muro contro cui devi sbattere per aprire gli occhi; ma sempre e comunque lei. Il Ciliota non avrebbe lo stesso prestigio senza la sua presenza visibile e invisibile, di questo ne sono assolutamente sicura.

Ciliotina

Quest'anno al Ciliota abbiamo fatto molte interessanti attività insieme. Gli studenti raccontano le loro esperienze culturali e spirituali, si discute, si cresce insieme. Di particolare intensità l'incontro con un ragazzo autistico che riusciva a comunicare anche senza parlare. Raffaella pur avendo importanti impegni familiari, era sempre presente in collegio per aiutare o parlare con noi qualora fosse necessario. Anche quest'anno il suo ruolo è stato determinante x la crescita della nostra comunità. Importante anche la figura di Gianfranco con le sue capacità organizzative. Entrambi hanno contribuito a rinsaldare lo spirito di comunità. Raffaella è stata molto vicina alle nostre esigenze, anche nel sostenere le richieste degli studenti che venivano da lontano e avrebbero avuto problemi nel lasciare il collegio proprio nei giorni degli ultimi esami. Al presidente don Luciano e al nuovo Cda del Ciliota e sua Eminenza il patriarca Francesco Moraglia facciamo appello affinché ci aiutino a mantenere la prestigiosa storia di questa struttura che grazie a Raffaella e Gianfranco ha conquistato un ruolo importante anche nell'opinione pubblica di questa città. Speriamo di continuare insieme questo percorso educativo di eccellenza.

Ciliotina

Ho trascorso al Ciliota il mio primo anno di università, e quindi il mio primo anno fuori da casa.
Per descrivere in una sola parola ció che ho imparato in questo anno di esperienza di collegio userei questa parola: "Ubuntu". È una parola di una lingua africana e puó essere tradotta come: "Io sono perché noi siamo". Proprio questo ho imparato in collegio, dove la mia vita si è intrecciata e amalgamata con quelle degli altri. In collegio non si crea solo amicizia ma si diventa una famiglia: si condividono i problemi e le gioie di tutti. Inoltre, l'aiuto e la presenza fondamentale di Raffaella sono sempre un punto di riferimento. Inoltre, i tanti incontri organizzati anche con persone esterne al collegio sono state un'opportunità di crescita nel confronto con altre realtà e con i propri compagni. Tutto ció ha fatto sì che al Ciliota io mi sia sentita veramente accolta ed abbia potuto vivere questo mio primo anno con grande serenità.
Porterò per sempre nel mio cuore gli anni universitari come il ricordo di un’esperienza unica e irripetibile, in cui impari a conoscerti, a saper conoscere chi hai di fronte e diventi consapevole delle tue abilità. Il supporto che ho ricevuto durante cinque anni di vita di Collegio è stato fondamentale, se non parte fondamentale di questo mio percorso di crescita.
L’inizio di una nuova avventura mi terrorizzava, ero lontana da casa e dagli affetti, senza quella protezione che solo la famiglia pensavo potesse darti. Forse anche un po’ scettica riguardo a quel “progetto educativo” che spesso leggevo o sentivo pronunciare, alla fine io ero lì soltanto perché non mi volevo sentire sola.. avrei trovato nuovi amici e l’anno dopo avrei cercato un appartamento per i fatti miei! Gli anni poi sono diventati cinque e quel “progetto educativo” che mi rendeva tanto dubbiosa mi ha permesso di rendermi conto quanto io sia forte e in grado di affrontare le difficoltà che la vita ti mette davanti.
Ogni anno è stato caratterizzato da una grande complicità e sintonia con gli altri studenti, tutti gli incontri, le riunioni e gli eventi a cui ho partecipato sono stati occasione di stimolo e confronto con il prossimo. Se avevo bisogno di aiuto, per qualsiasi cosa… da una calle introvabile a problemi più complicati, avevo sempre qualcuno disposto a consigliarmi, non ero mai sola!
Ho avuto l’opportunità di condividere le mie idee ed esperienze e ho imparato cosa vuol di saper ascoltare quelle altrui. Certo i momenti di scontro non sono mancati, ma sono sempre stati affrontati e moderati con rispetto e con l’idea che da qualsiasi discussione si può sempre imparare. E alla fine gli amici che cercavo iniziata questa avventura sono diventati quasi come una famiglia, a tal punto che lasciare questo contesto per la ricerca di un lavoro è stato tanto difficile quanto lasciare casa a 19 anni.
Quando iniziamo il percorso di studi universitari, usciamo da un contesto scolastico in cui siamo abituati ad essere costantemente seguiti da figure educatrici che, anche se non sempre accade, oltre ad insegnare una specifica materia rappresentano anche un sostengo per la crescita personale dello studente. Siamo poi lanciati nel mondo universitario ed è quello il momento in cui forse abbiamo più bisogno di aiuto, di un sostegno che un’esperienza come quella che ho avuto la fortuna di vivere al Ciliota è stata in grado di darmi.
Una figura come quella di Raffaella è stata la macchina che ha messo in moto tutto questo, un punto di riferimento sempre presente, attenta e pronta all’ascolto di ogni singolo problema di ogni singola persona.
Non faccio solo riferimento all’aiuto pratico che una persona può dare ma anche al sostengo dal punto di vista umano, la passione che l’amore che ha per quello che fa la rendono indispensabile per la crescita dei ragazzi. In Raffaella ho trovato una confidente e un’amica, che tuttavia ha sempre saputo tenere distinti il rapporto personale da ciò che per ruolo le competeva.
Nell’anno in cui mi è stata data l’opportunità di assisterla nelle sue mansioni, ho avuto modo di apprezzare la sua obiettività e il suo lavoro, ho potuto vedere da vicino qual è l’impregno che c’è dietro un progetto educativo e la sua importanza. Ho ammirato la passione con cui affronta un lavoro che per lei è vita e per questo riesce al meglio, ed è a questa attitudine a cui mi sono ispirata e mi ispiro per la ricerca della mia strada.

Ciliotina

Cara Raffaella,
Quest’ultimo anno in collegio è stato davvero intenso, ricco di sorprese e molto interessante anche per le premesse che ha gettato in ottica futura. Partendo dalle persone, che sono il fulcro della nostra comunità, credo che il gruppo di ragazzi nuovi quest’anno si sia integrato davvero bene: ho avuto modo di conoscere e confrontarmi con persone interessanti, creare amicizie e legami nuovi che spero di saper coltivare e conservare anche per il futuro. Credo anche che il clima generale che si è creato tra di noi quest’anno sia stato molto più stimolante e positivo rispetto agli anni scorsi; inoltre l’aumento della percentuale maschile ha sicuramente portato più equilibrio e permesso che si creassero dinamiche di gruppo nuove e occasioni di “solidarietà fra uomini” che penso siano molto importanti.
Penso che un contributo importante al clima e alla voglia di mettersi in gioco sia venuto anche dalla tua maggior presenza e disponibilità (sia in ufficio che fuori): credo sia molto importante per noi avere una figura a cui poterci appoggiare nei momenti di difficoltà e da cui ricevere il giusto sprone.
Gli anni scorsi è stato difficile svolgere il ruolo di responsabile/coordinatore senza avere qualcuno alle spalle: quest’anno invece penso sia stato più facile per tutti capire la direzione e lo spirito della vita collegiale e delle varie attività comunitarie.
Anche la partecipazione all’organizzazione degli eventi durante l’arco dell’anno è stata sicuramente più sentita rispetto agli anni scorsi, e si è visto: quest’anno gli incontri sono stati molto stimolanti e vari; ciascuno, i qualche modo, ha avuto la possibilità di mettersi in gioco e di condividere le proprie passioni e i propri interessi con gli altri. E’ proprio questo coinvolgimento, a tutti i livelli nella vita e nelle attività del collegio, che deve continuare a crescere anche l’anno prossimo e penso che ci siano tutti i presupposti per un nuovo anno di crescita e condivisione insieme.
Sono davvero contento di avere la possibilità di continuare anche l’anno prossimo il mio percorso in collegio, e soprattutto di poter condividere questo cammino con le molte persone con cui ho potuto stringere amicizia quest’anno. Sono sicuro che, come è stato per questi anni passati in collegio, anche l’anno prossimo sarà denso di momenti ed occasioni per crescere, conoscere e scoprire.
Spero di essere riuscito a raccogliere ed esprimere le mie impressioni su quest’ultimo anno in maniera comprensibile: purtroppo in questo momento faccio molta fatica (a causa di alcune difficoltà personali) a concentrarmi. Spero presto di riuscire a superare questo momento, intanto ti saluto ed auguro un buon proseguimento d’estate a te e i tuoi bambini.

Ciliotina

Sono una studentessa di Cà Foscari e Ciliotina da ormai 4 anni. Quest’anno è stato per me un anno impegnativo, sia per l’università che per la decisione di spostarmi in un appartamento invece che rimanere dentro al collegio. Nonostante le difficoltà incontrate è stato uno degli anni più belli che io abbia trascorso qui a Venezia, grazie alle amicizie che avevo già, a quelle nuove in cui mi sono imbattuta nel corso dell’anno ma soprattutto grazie alle amicizie recuperate che pensavo di aver perso.
Le parole chiave in questo posto sono 3: mettersi in gioco. Ci mettiamo tutti in gioco quando ci troviamo per organizzare un incontro, con le nostre diversità in tavola e tanta voglia di costruire insieme un qualcosa di concreto, arrivando a compromessi e imparando l’uno dall’altro. Ci mettiamo in gioco quando parliamo tra di noi delle nostre diversità di pensiero e dei nostri diversi luoghi d’origine, confrontandoci, imparando dall’altro e rendendoci conto che il segreto non è essere sempre sicuri di tutto, ma mettersi sempre in discussione ed essere sempre pronti ad imparare da persone diverse da noi, perché non ci può essere una vera crescita se non c’è uno scontro, se ci troviamo a fronteggiare persone che la pensano esattamente come noi e che non sono in grado di uscire dai propri schemi mentali.
Il bello del progetto educativo e degli incontri è che viene dato spazio a noi, alle nostre idee e passioni, al fatto che non c’è nessuno che ci dice cosa dire e cosa fare ma che noi siamo i protagonisti e gli sceneggiatori di tutta la serata. Questi 4 anni mi hanno dato tanto, hanno fatto emergere una Margherita che non credevo che esistesse, grazie a questi incontri ho imparato a confrontarmi con un pubblico, a non aver paura a dire la mia, perché la mia opinione conta quanto quella degli altri.
Un’altra cosa che ho amato è il sentirmi sempre a casa, il non essere mai lasciata sola nei momenti del bisogno, nonostante la frenesia della vita quotidiana, tra i mille impegni e le corse contro il tempo. Per questo, oltre i miei stupendi coinquilini, devo ringraziare una persona in particolare, che funge da filo conduttore tra tutti noi, che media nei momenti di maggiore discordia e ci sprona a fare sempre di più per riequilibrare le dinamiche interne: Raffaella.
Lei in particolar modo mi è stata molto vicina, e non solo a me. Lei è stata sin dal primo giorno una presenza che non si è mai imposta, sempre la ben accetta tra noi Ciliotini, e spesso cercata per conforto o solo per parlare e chiedere consiglio. Lei è la persona che rimane in ufficio ad oltranza, nonostante tutto, sempre con il telefono acceso per non lasciare solo nessuno che possa aver bisogno di lei fuori dal suo orario lavorativo.
Lei è uno dei motivi principali per cui i Ciliotini sono stati in grado di realizzare tutte le idee e i progetti svolti in questi anni.
Una vera guida si riconosce dalla propria capacità di indirizzare le persone senza comandare o esigere nulla, accompagnandole, collaborando e mettendosi al loro pari, senza sentirsi superiori o fare del vittimismo in caso le cose non vadano come previsto. Purtroppo questa non è una caratteristica che si riscontra in tutti, ed è facile giudicare dall’esterno, arrivare il martedì, mangiare il proprio piatto e sedersi a godersi la serata senza alzare un dito, ed è ancor più facile attribuirsi i meriti di cose che non si è assolutamente fautori.
Credo che questo posto non potrebbe andare avanti senza persone come Raffaella ma anche come Gianfranco, che è sempre di corsa per aggiustare questa o quell’altra cosa, sempre disponibile ad aiutare tutti, a rimboccarsi le maniche e fare lavori che altri non vogliono fare. Sempre gentile e disposto a spiegare le cose anche quando l’interlocutore non ha lo stesso atteggiamento. Sono persone come loro che con la passione, l’amore per il prossimo e le sfide riescono a mandare avanti un posto come il Ciliota e farlo sentire come una Casa, con la C maiuscola, per tutti. I miei 4 anni non sarebbero stati gli stessi senza loro due, che cercano di fare tutto ma non si prendono il merito.

Ex Ciliotina

La decisione di intraprendere un percorso universitario a Venezia non è stata molto riflettuta, è stato quasi un salto nel vuoto; volevo più indipendenza, “svegliarmi” dal torpore di una vita protetta dalle mura domestiche ed è ciò che ho ottenuto ma con un arricchimento personale che mai mi sarei aspettata. Tralasciando il tema università, vorrei soffermarmi sull’esperienza vissuta nel luogo che ho chiamato casa questi anni.
La Domus Ciliota era stata nominata da un conoscente dopo la mia richiesta di aiuto nella ricerca di un luogo dove vivere, senza nulla di particolare in mente, a dir la verità senza nemmeno considerare l’opzione di un collegio. Nella confusione delle infinite alternative, decisi di dargli una possibilità, e ora, dopo questo lungo percorso, posso affermare che non avrei potuto fare una scelta migliore.
I giorni precedenti al colloquio con la direttrice il mio livello di ansia era alle stelle, non sapevo cosa aspettarmi, cosa volessi io né cosa si aspettasse da me. In questi casi è difficile aprirsi e mostrare come si è veramente perché il bisogno di fare una buona impressione prevale su tutto.
Alla fine (come al solito) la preoccupazione si è dimostrata inutile, più che colloquio è stata una chiacchierata per conoscersi, con domande che avrei considerato abbastanza inconsuete (come quella di descriversi attraverso un’opera o una canzone) ma che hanno raggiunto lo scopo desiderato, ovvero di farmi sentire a mio agio.
Ricordo perfettamente quando uscii dallo studio di Raffaella e lei si complimentò di con i miei genitori, la fierezza nei loro occhi e l’orgoglio di me stessa perché non c’è complimento migliore di quello alla personalità. Dopo esserci strette la mano (debolmente da parte mia), l’ultima frase che mi disse prima di separarci fu: “Stringi la mano con più fermezza per far capire a chi hai di fronte che sei una persona con carattere perché so che nei hai da vendere”; ecco, questo mi è rimasto impresso anche dopo tutti gli anni trascorsi, da quel momento in poi ho voluto dimostrare quanto in realtà fossi forte. Incredibile come una persona incontrata da poco più di un’ora avesse più fiducia in me che io di me stessa. E ciò è continuato durante tutto il mio percorso, perché è così che voglio chiamarlo, sono cresciuta, maturata, preso più coscienza delle mie capacità rispetto a quando sono arrivata. Non ci posso ancora credere, come sia letteralmente volato il tempo, la fine sembrava così lontana che probabilmente non mi sono fermata abbastanza a godermi il viaggio; ma è andata così e non ho rimpianti.
Ovviamente non tutto è stato rose e fiori, come nella vita, anche all’interno del collegio le tensioni ci sono, e più la sessione è vicina e più si fanno frequenti, è inevitabile. Le persone sono tante e le differenze ancor di più. Ora però guardo a questi anni con un sorriso sul volto, i momenti felici sono stati tanti ed indimenticabili, fanno parte di ciò che sono ora e rimarranno sempre, anche quando cambierò di nuovo nel corso della mia vita.
L’ultimo anno è stato molto difficile, i dubbi esistenziali sono aumentati, nonostante io sia sempre stata una persona sicura del proprio futuro, mi sono sentita sola nel mondo e persa, non sapevo più chi fossi né chi volessi essere.
Questo periodo è fortunatamente passato, e sento di ringraziare Raffaella in particolare: mi ha ascoltato, sostenuto e lasciato piangere… non consolata, il contrario, mi ha esortata a non buttarmi giù, non aspettando che tutto (o niente) si sistemasse da solo, perché certamente non sarebbe accaduto. L’unica soluzione sarebbe stata di affrontare tutto a testa alta, un problema alla volta e non da sola, lei sarebbe stata al mio fianco in ogni momento di bisogno e così è stato.
La sua presenza nei miei anni al Ciliota è stata fondamentale, qualcuno a cui rivolgersi sempre che ti aprisse gli occhi con uno sguardo imparziale ma al tempo stesso di un “guardiano protettore”.
Ciò che sento di dire a chi sta pensando di iniziare una permanenza qui, è che sia disposto a crescere, ad essere responsabile; ad entrare in una comunità, con tutti i suoi pro e contro, a condividere una parte di te stesso con gli altri anche rischiando di essere vulnerabili; di voler partecipare attivamente alla vita collegiale ed agli eventi proposti senza temere di esporsi con le proprie idee e soprattutto di permettere di essere arricchito.
Può sembrare molto, alcune volte ti sentirai oppresso forse… ma fidati, ne vale la pena.
In questi giorni, mi è capitato spesso di pensare alla mia vita in collegio; ma, soprattutto, e specialmente alle persone che ho incontrato. In particolare, penso a Raffaella che è una delle persone che ha inciso maggiormente nella mia vita perché è sempre stata accanto a me nei momenti più difficili e, nel momento in cui mi sono sentita ancora più fragile e spaesata, è stata sicuramente un punto fermo nella mia vita, una persona che ha inciso notevolmente ed ha contribuito a creare la persona che sono tutt’oggi.
Oggi, in modo particolare, devo ringraziare, soprattutto Raffaella perché è merito suo se sono diventata quello che sono. Mi ha aiutato a superare le mie paure, i miei ostacoli, a superare i miei blocchi emotivi, ha contribuito a formare la ragazza che sono diventata. Se prima ero una ragazza timidissima che davanti alle persone non riusciva ad aprirsi. Oggi sono una persona completamente diversa più forte, più sicura, più capace di affrontare determinate situazioni, in determinati contesti.
Venerdì scorso, ho sostenuto un colloquio dove mi hanno richiamato e assunto dopo aver fatto un primo colloquio per dimostrare le mie capacità e le mie competenze. In quella mezz’ora, ci si gioca tutto. Ho cercato di dare il meglio di me, ricordandomi sempre e comunque dei consigli che mi sono stati dati da Raffaella, così preziosi e così importanti, ovvero di farsi vedere sempre sicura, di dimostrare quanto si vale, ma soprattutto di ricordarsi chi si è e di ricordare che le persone che ci stanno di fronte vedranno la tua determinazione attraverso i tuoi occhi.

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