INTRO

Gli incontri non sono mai un istante chiuso nelle nostre vite, un momento che passa e che va scivolandoci addosso: essi possono essere tempi e spazi sacri. Gli incontri importanti, AUTENTICI, hanno spesso un prima, un durante e un dopo…. Fasi che qui nella nostra Residenza Universitaria vengono singolarmente valorizzate: poiché capaci di GENERARE SUTPORE E CRESCITA.

Un prima di preparazione, che ci conduce all’incontro… aprendo il nostro se’ alla riscoperta di una necessità, alla possibilità che ci venga offerto un seme che se accolto e alimentato sia capace di farci sentire amati, superando ostacoli, prove o limiti un po’ ruvidi. Un “nuovo” che conduca a riscoprire, anche attraverso chi cammina con noi, che chi ci ama lo fa con gratuità infinita:  “IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA” (GV 10, 10).

Ogni incontro pensato per voi, con voi, nasce con il desiderio di donarvi al suo termine…. qualcosa, anche solo un piacevole ricordo, un pensiero positivo, una piccola luce da portare con voi e che possa nutrire quel “dopo” tanto importante perché unico e irripetibile che è la tua vita. Una luce da non tenere nascosta in un cassetto ma da donare alle persone che ci/ti sono vicine in questo cammino, perché è anche “VIVENDO CON…” che si attraversano dimensioni e spazi colmi di stupore, che soli non è possibile nemmeno immaginare.

Raffaella Gonella e Marco Cavallero

 

TRACCE dal COLLEGIO

In questi anni, numerose le lettere che ho ricevuto. Infiniti gli abbracci che ancora oggi mi parlano di quei ciliottini che con sorriso  e desiderio di raccontarsi, tornano sempre:
….. a presentarti la loro famiglia,
……il loro amore,
……la loro storia che continua,
qui vicino o lontano lontano….. ma non troppo per essere condivisa.

Ho scelto oggi di donarvi qualche frammento perché prezioso è il cammino di chi sa aprirsi all’ascolto della testimonianza e uniche sono queste tracce che altri ciliottini prima di te, ti affidano ora.

Raffaella Gonella

Ex Ciliotina

E’ già il secondo colloquio di lavoro che faccio e dove mi assumono. Qualcuno potrebbe dire che è solo fortuna, ma io credo che da sola la fortuna non basti. Infatti, secondo me ci vuole dell’altro. Questo è anche un insegnamento prezioso di Raffaella, senza di lei, ripeto, non potrei essere la persona che sono,non saprei aprirmi come adesso so fare. Penso che raffaella sia una persona estremamente importante e vitale all’interno di un collegio, un punto di riferimento per tutti noi, giovani studenti che intendono crescere e svilupparsi ulteriormente. Raffaella con il suo ottimismo, con la sua vitalità, la sua energia e positività, riesce a trasformare anche la situazione più drammatica nella situazione più coinvolgente, ossia lei riesce a vedere il meglio in tutto. Un grazie va a lei, perché RAFFA NON si è dimostrata solo una consigliera ma, UNA CARA AMICA, sempre pronta a condividere momenti di gioia, una risata, ma anche sempre pronta a darti una spalla su cui piangere.
Ancora infinitamente GRAZIE.
Ex Ciliotina

CLARA VISINTINI

Risate, abbracci, confronti, incontri, calore, colore. Un luogo protetto in cui essere accolta durante gli anni universtiari. Un luogo per diventare un'adulta che si piace.
Clara Visintini, Settembre 2006

LAURA MONTENOVO

Laura Montenovo: miglior studentessa italiana della sessione di Aprile 2013, che durante la cerimonia a San Marco è intervenuta con le seguenti parole:

Fotografie Veronica Janise Conti per Collegio Ciliota

“Buon pomeriggio a tutti, Rettore, Professori, Ospiti, Famiglie e miei cari Colleghi. Grazie per essere qui.
Mi piace pensare al nostro percorso di studenti come al lavoro di un artista di fronte ad un blocco di marmo.  Noi, come l'artista, abbiamo osservato la pietra ancora indefinita, cercando di capirne la natura. E proprio in quel guardarci un po' da lontano, in balia di tanti stimoli diversi, abbiamo iniziato a realizzare la nostra opera.
E' incredibile quanto intensamente io, come credo molti di voi, abbia vissuto questo periodo a Ca' Foscari. Grazie all'incontro con professori coinvolgenti ed amici speciali ho conosciuto i miei limiti e punti di forza. Inoltre, ho alloggiato in un collegio universitario in cui, interagendo con studenti da tutta Italia, ho capito che la diversità è condizione indispensabile per il progresso e per la crescita personale. Nonostante la passione per la mia materia, mi sono innamorata anche di quella cultura che non s'impara dai libri, ma che si assorbe attraverso la curiosità, lo spirito d'osservazione e l'apertura mentale. Io e altri miei colleghi abbiamo lavorato con tenacia per poter studiare negli Stati Uniti e in Francia attraverso un programma offerto da Ca' Foscari. In questa esperienza ho potuto apprezzare le indiscusse qualità del sistema educativo cafoscarino, e in generale italiano, rispetto alle università estere. Nonostante il metodo scolastico statunitense sia a volte più incentrato sullo stimolo della creatività e del senso pratico, il nostro ateneo ci ha preparato a superare anche le sfide più difficili con una destrezza ed autonomia che raramente ho visto nei miei colleghi stranieri. Spero che l'Italia continui ad impegnarsi per una formazione accademica d'eccellenza e che crei presto le condizioni tali da indurre i giovani talenti a voler lavorare, anche da lontano, per il suo bene economico e sociale.  
In questi anni universitari sento di aver imparato lezioni di vita molto importanti. Ricordando le parole di Steve Jobs pronunciate nel 2005 ai laureati della Stanford University, ho costatato che non tutte le volte che sentiamo di aver fallito, abbiamo davvero perso. Spesso, quelle che sembrano sconfitte, possono rivelarsi grandi fortune. Per questo, dovremmo imparare a scorgere nell'insuccesso l'occasione per osservare la situazione da una prospettiva diversa, per notare dei dettagli che ci erano sfuggiti, o semplicemente per andare in una direzione che fa più per noi. Essendo normalmente molto risoluta, a volte mi è capitato di andare nel panico trovandomi indecisa su quale fosse la strada migliore per me. In quelle occasioni ho compreso l'importanza dell'indecisione, oltre che della determinazione. Queste due qualità non si escludono a vicenda e credo, al contrario, che siano entrambe necessarie. L'indecisione serve a ponderare bene le nostre alternative: ci fa analizzare con cura tutte le sfumature in modo da evitare ripensamenti. La determinazione, invece, è indispensabile per farci raggiungere la meta nei tempi dovuti e con la giusta energia. Infine, ho imparato a non temere il sacrificio, in quanto mezzo per la felicità. Posso dire con abbastanza sicurezza che è grazie al duro lavoro, e non alla fortuna, che sono riuscita a conquistare molti dei miei traguardi, incluso quello di oggi. Sappiamo tutti che senza il nostro enorme impegno probabilmente adesso non saremmo qui a festeggiare. Il sacrificio e la fatica, spesi nel fare qualcosa che amiamo, danno significato alle nostre giornate e sono il segreto di una vita vissuta con interezza. Nelle parole di Mahatma Gandhi: "La soddisfazione sta nello sforzo, non nella conquista."
Non facciamo della nostra vita un non finito. Abbiamo la forza di dar spazio alle nostre inclinazioni senza temere di sbagliare e cambiare, così come l’artista libera la scultura imprigionata nel marmo, plasmandola e correggendola con cura.
Permettetemi di terminare ringraziando la mia famiglia, per avermi lasciato la libertà di perseguire i miei sogni sostenendo con entusiasmo e pazienza tutte le mie scelte. Vorrei cogliere questa opportunità per ringraziare a nome  dei miei colleghi anche tutte le loro famiglie: grazie per le vostre speranze, per la fiducia ed il supporto.
A noi neolaureati auguro di avere il coraggio di rendere la nostra vita un grande capolavoro che possa lasciare questo mondo almeno un po' migliore di come lo abbiamo trovato. Buono spritz a tutti!” https://www.youtube.com/watch?v=ZlkzQk0jvpk.
LAURA MONTENOVO

FEDERICA MARUTI

Da quando ho varcato la soglia del Ciliota per la prima volta ne sono passati di anni, ma conservo dentro di me ricordi meravigliosi, come se li avessi vissuti ieri.
Negli anni in cui sono stata a Venezia il Ciliota diventa una seconda casa, diventi parte di una comunità o ancora meglio di una grande FAMIGLIA. Come ogni normale gruppo che si rispetti, si discute, ci si confronta, si dialoga e ci si mette in gioco creando legami che permangono nel tempo.
Si cresce interiormente grazie a percorsi, serate, incontri che durante la permanenza ti fanno aprire a te stesso e agli altri abbattendo le nostre barriere/paure e tirando fuori la creatività che é insita in noi.
Alla base di tutto c’è l’ascolto che è la forma più alta di comunicazione; un ascolto quotidiano che ti fa capire l’importanza delle piccole cose. La vera artefice del cambiamento che sia ha da prima di entrare al Ciliota a dopo è senza dubbio Raffaella, la responsabile che ha una sensibilità unica, ha un modo d’approcciarsi differente con ognuno di noi e solo con il passare degli anni capisci quanto sia importante la sua figura nel nostro percorso formativo. Vivere l’esperienza del Ciliota è qualcosa di unico che se non provi è difficile da spiegare, è un qualcosa che ti porti dentro e ti aiuta ad approcciarti alla vita con uno sguardo attento e costruttivo.
Consiglio alle generazioni future di non avere timori e/o paranoie iniziali, ma lasciarsi andare a 360’ nel provare un’esperienza di arricchimento spirituale, emotivo e cognitivo. Vi lascio con una frase di Oscar Wilde “"La memoria é il diario che ciascuno di noi porta con sé"

Federica Maruti, Ottobre 2015

ROBERTA ZARPELLON, Agosto 2015

"Ho vissuto per qualche mese in una specie di loculo veneziano, o meglio: cantina umida. La stanza della caldaia, per capirci. Per quanto pulissi, usciva del nero grigio in continuazione, accompagnato da qualche reperto di passati inquilini. Persino un penny inglese. E ovviamente, immancabile lo stagno che si creava sotto l'armadio in caso di acqua alta. Ma per me la cosa ben peggiore era la mancanza di spazio, vitale per il mio studio del violino in cui la libertà di movimento è essenziale. Il soffitto era talmente basso che l'arco ci sbatteva contro, quindi dovevo svegliarmi all'alba per correre in conservatorio dall'altra parte di Venezia sperando di trovare un'aula libera per poter studiare le mie 7 ore. Nel frattempo cercavo e cercavo, ma non trovavo. Volevo un posto diverso, anzi, drasticamente opposto. L'ultima chance: il numero di questo istituto Ciliota, che non so per quale tipo di miracolo ne ero arrivata in possesso. Telefono varie volte, e finalmente riesco a parlare con la direttrice. Una voce squillante, allegra. Una ragazzina, ho pensato. Raffaella mi dice subito che non c'è posto, che è over full, e che è molto difficile trovare un posticino per me, ma che si segna il mio nome, in caso dovesse liberarsi qualcosa.
Ma non è stata la classica cosa tipo "Le faremo sapere". Dopo il preambolo "non c'è posto", io non so perché abbiamo iniziato a parlare di tutto, due perfette sconosciute. E con tutto, intendo proprio tutto: la fiducia nella vita, la felicità, il sorriso. Ricordo perfettamente che verso la fine della telefonata le ho chiesto, un pò scoraggiata "..allora non ci devo proprio sperare che si liberi qualcosa?" E lei mi ha risposto "tu non devi mai smettere di sperare. Non perdere mai, MAI, la speranza, anche quando tutti ti diranno che qualcosa è impossibile. Tu continua a crederci".
Queste parole mi sono arrivate dritte al cuore e lì sono rimaste.
Dopo un mesetto, ecco una mail di Raffaella. Si è liberata una stanza.
E mi sono ritrovata a vivere in un posto luminoso, coloratissimo, con una stanza tutta per me e per il mio violino. A due passi, letteralmente, dal conservatorio.
Questo posto è pieno di un'energia positiva come poche, dove ho incontrato solo visi sorridenti. Ragazze e ragazzi estremamente intelligenti, tutti con la loro storia e la loro diversità, i loro talenti, tutti così speciali, artisti, e accomunati dalla volontà di dare il meglio di sé, cosa piuttosto naturale in un ambiente così stimolante. È bellissimo vedere queste figure in pigiama alle 2 di notte ancora chine sui libri, e gli stessi visi stanchi della mattina dopo diventare così raggianti dopo l'esame o una delle tante prove che la vita ci pone davanti, una vittoria in più, una conquista, per diventare più grandi e più forti.
La calle che porta al ciliota è piccolina, nascosta e silenziosa, e appena la si imbocca si entra in un'atmosfera di pace e serenità. È così calmo. Un'isola dentro l'isola.
Io penso che tutte queste parole possano essere riassunte in un unico Grazie, a Raffaella e Gianfranco per tutto quello che fanno per permetterci di vivere così, e di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno. Siamo fortunati, davvero tanto".
ROBERTA ZARPELLON, Agosto 2015

MARCO CAVALLERO, Maggio 2015

Fotografie Veronica Janise Conti per Collegio Ciliota

“In questi 2 anni e mezzo passati qui al Ciliota penso di aver dato molto e ricevuto ancora di più: le possibilità di continuo confronto con gli altri, il sostegno di Raffaella e le situazioni che ho dovuto affrontare in questa mia vita universitaria sono state senza dubbio fonte di crescita e maturazione.
Le cose belle, ma anche le difficoltà che ho vissuto durante la mia permanenza qui a Venezia hanno lasciato un profondo segno nella mia storia personale, spingendomi ad un confronto sempre più serrato con me stesso, con quelli che sono i miei limiti e le mie qualità. Anche l’esperienza che ho potuto fare quest’ anno al fianco di Raffaella è stata molto importante per me: non solo mi ha aiutato a comprendere le difficoltà che ho in alcune dinamiche che certamente mi saranno utili in ambito lavorativo, spingendomi a superarle, ma mi ha anche spinto ad interrogarmi su quelle che sono le mie competenze, acquisite durante il mio percorso di vita, quelle capacità su cui potrò fare affidamento in futuro per cercare di comprendere chi sono e quale direzione dare alla mia vita professionale.
Oltre a tutto ciò vi è anche una innegabile componente affettiva: in questi anni, pur con i suoi limiti, questo collegio è stato la mia seconda casa, è diventato un posto che sento anche mio e a cui tengo particolarmente, soprattutto per la bontà delle persone che ho incontrato qui dentro e con cui ho avuto la fortuna di poter stringere amicizia. Questa possibilità che mi ha dato il collegio di vivere a stretto contatto con tanti studenti provenienti da luoghi differenti, tutti impegnati nella sfida universitaria come me mi ha dato la possibilità di confrontarmi e imparare tanto da ciascuno di loro, ponendo inoltre la sfida ad uno come me, un po’ timido, di doversi relazionare con numerose realtà differenti, ognuna con la sua storia e con le sue bellezze da cui trarre spunto per la mia formazione personale.
Perciò ho deciso di riconfermare la mia presenza in collegio l’anno prossimo, raccogliendo la sfida di Raffaella di impegnarmi ancora di più, dando la mia disponibilità a fare da referente per tutto l’anno ed avere la possibilità di continuare questa meravigliosa”.
MARCO CAVALLERO, Maggio 2015

ANTONELLA MERLINI

Quest'anno accademico appena conclutosi ho avuto l'opportunità di essere oltre che una ciliotina come tutti gli altri anche un aiuto per Raffaella e un punto di  riferimento per i ciliotini più giovani. Questa esperienza oltre che un'opportunità da cogliere, la definirei anche una sfida: non è sempre facile essere oggettivi quando sono coinvolti degli amici. Inoltre porta ad avere una maggiore consapevolezza di quelle che sono le proprie capacità, predisposizioni ma anche i propri limiti. Ho trascorso quattro anni all'interno del Collegio e posso assicurare che ogni anno lo si vive con uno spirito diverso il che non lo rende più o meno bella come esperienza, ma semplicemente diversa perché cambia la consapevolezza, cambia il modo di guardare e soprattutto crescendo si cambia prospettiva. Ed è proprio per questo che ho vissuto questa collaborazione come un proseguimento quasi naturale del percorso all'interno del Ciliota.

Antonella Merlini, Settembre 2015

ISABEL CAVALLI, Gennaio 2015

“Cicerone disse: ‘’Finchè c’è vita, c’è speranza’’. Bene, ultimamente questa affermazione è stata invece smentita da un mio professore, sostenendo che il proverbio dovrebbe essere rivisto in un ‘’finché c’è speranza, c’è vita’’. Sinceramente? Penso abbia ragione. La speranza, cosi come i sogni o le passioni, sono i principi e i valori che ti trascinano in questa vita cosi frenetica, cosi movimentata. E io bhe, eccomi qui: A Venezia, al secondo anno di università. Se mi aveste chiesto qualche anno fa, dove mi sarei potuta trovare tra due anni; state pur certi che Venezia non sarebbe stata la risposta.
Spesso si fanno dei progetti, si pianifica la propria vita, il proprio futuro che sia universitario o che sia sentimentale, ma non è sempre detto che si realizzi tutto come si era previsto. Forse, il piano imprevisto si rivela migliore di quanto avreste pensato o in un caso contrario si verifica il peggio del peggio, l’apocalisse, un cataclisma naturale che non avresti mai immaginato. Ma se c’è una cosa che ho capito nei miei vent’anni di vita, ma soprattutto nella mia spensieratezza è che in un modo nell’altro una situazione si può sempre sbloccare; l’importante è non abbattersi, non pensare che sia la fine; ma al contrario, bisogna trovare in sé il coraggio di risollevarsi.
E cosi nel settembre 2013 mi ritrovo catapultata in questa città, meravigliosa, magica, stupenda, incredibilmente bella, che ti toglie il fiato in ogni calle, ponte, canale che attraversi. Catapultata nel vero senso della parola. Pensate che fino a qualche giorno prima mi immaginavo a Trieste, spinta dalla bora per andare in università! Ma come ho detto prima, certi piani non si realizzano e altri si rivelano migliori. Non superare un test o non venire ammesso in università non fa di te una persona più stupida o meno intelligente. Vedetela cosi: vi rende una persona con un’esperienza in più. Come ha detto Winston Churchill:  "Il successo non è definitivo e l'insuccesso non è fatale. L'unica cosa che conta davvero è il coraggio di continuare".
Ovviamente, la mia valigia era piena per il 70% di paura e timori e per il 30% di vestiti. Paura di cosa vi chiederete? Di lasciare mamma, papà, fratello; di Iniziare da zero, in una città sconosciuta, in una casa con la bellezza di 36 persone. Timori e considerazioni che sono svaniti nel momento in cui ho messo il piede in camera mia, quindi subito. E cosi accidentalmente ti ritrovi in Sicilia a trovare l’amica conosciuta in collegio con la tua compagna di stanza, a creare gruppi dai nomi strani su What’s app solo per stalkerare le tue amiche o a fare videochiamate di 3 ore su Skype con le amiche o a prendere un biglietto last minute per andare in Toscana a trovare la compagna di stanza. Ti ritrovi a creare la tua seconda famiglia con la quale condividi le ansie per il bando Overseas, le lunghe sessioni di studio sotto esami, ma soprattutto pianti, risate e mille emozioni.  
Quando meno te lo aspetti, nascono dei legami con delle persone cosi profondi, intensi e significativi che mai avevi avuto. Con quelle amiche impari a crescere, a maturare, a confrontarti, a diventare più responsabile e autonomo, impari a diventare un adulto.
Molti sottovalutano quanto possa essere unico e utile vivere in un collegio con tanti altri giovani ragazzi. Grazie al confronto superi debolezze, impari a porti meglio nei confronti delle altre persone, ma soprattutto impari a rispettare gli altri. Ma non è solo questo, si crea un’atmosfera resa particolare anche dagli incontri organizzati: la visita notturna alla Basilica di San Marco o la caccia al Tesoro in giro per Venezia o gli incontri con un paleontologo che riesce  a perdersi a due minuti da casa sua a Venezia ma non in Brasile esaminando le impronte di dinosauri.
Ovviamente impari a sviluppare un’enorme pazienza e una gestione dello stress, che talvolta può essere messa a dura prova soprattutto se diventi co-referente/ aiuto responsabile. Vi siete mai chiesti possa essere complicato essere portavoce e responsabile? Ma soprattutto cercare di mantenere un atteggiamento diplomatico e pacato, quando magari sei arrabbiatissimo? Per quanto possa essere a volte stressante, è sicuramente una sfida che ho accettato volentieri e che si è rivelata estremamente formativa, un’esperienza che sicuramente mi ha permesso di capire  gli aspetti del mio comportamento che voglio ancora migliorare. Del resto non si finisce mai di crescere. Come dice Einstein: “Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno - forse lo faranno tutti.” Tutte le persone, sia un bambino che un adulto, dovrebbe trovare in sé sempre una motivazione o stimolo per migliorarsi, per apprendere qualcosa di nuovo e spesso questo avviene accettando nuove sfide e mettendosi alla prova.
Il secondo anno è stato e continua ad esserlo particolarmente stressante, soprattutto pieno di cambiamenti. Sto aspettando le graduatorie dell’Erasmus; domani parto per la simulazione delle Nazioni Unite a Roma. Come tanti altri ragazzi, sto cercando di capire qual è il mio posto nel mondo e questo comporta sacrifici, dure battaglie, ma mille ringraziamenti, che non saranno mai troppi, verso la mia famiglia, che pur vivendo lontana da me mi sostiene sempre come meglio riesce. Stare lontana per cosi tanto tempo ti fa apprezzare ancora di più le piccole cose e soprattutto quelle enormi che fa la tua famiglia.
Se non fossi stata presa in questo collegio e avessi avuto modo di confrontarmi con altri ragazzi, non sarei nemmeno qui a raccontarvi quest’esperienza, ma soprattutto non avrei affrontato nemmeno un tale percorso di maturazione. In questi due anni sento di essere cambiata, migliorata. Sono ancora testarda, lo ammetto, ma ho imparato a condividere le mie gioie, i miei successi con le persone che mi stanno accanto e a non tralasciarle o metterle in secondo piano, anche quando cerco di raggiungere un obbiettivo. Del resto per cogliere tutto il valore della gioia, devi avere qualcuno con cui condividerla.
Lasciare la propria casa a soli 18 anni non vuol dire scappare dalla propria vita precedente. Come dice Jim Morrison: ‘’Crescere vuol dire avere il coraggio di non strappare le pagine della nostra vita ma semplicemente voltare pagina. Crescere significa riuscire a superare i grandi dolori senza dimenticare. Crescere significa avere il coraggio di guardare il mondo e di sorridere. Crescere significa guardarsi indietro e abbracciare i ricordi senza piangere. Crescere è saper distinguere la realtà dai sogni. Crescere è sapersi rialzare dopo una brutta caduta. Crescere. Non tutti hanno voglia di crescere, forse perché sono consapevoli delle difficoltà che incontreranno crescendo’’.
Tutto questo però è reso possibile oltre che dalla mia famiglia, da una persona in particolare, una donna, dal cuore e dalla forza enormi; la bontà fatta persona. È sicuramente Raffa, la responsabile di 36 ragazzi scalmanati. Ha più impegni di Barack Obama, ma quando ti dedica il suo tempo, ti senti la persona più importante di questo mondo. È un vero e proprio punto di riferimento. C’è per i rimproveri, per i consigli, per gli abbracci. C’è ogni volta che hai bisogno. Vivesse su isoletta sperduta nell’Oceano Pacifico, troverebbe sicuramente il modo di essere reperibile per te. Con una semplice chiacchierata, ti senti arricchito più di quanto potresti leggere nei libri.
Concludo, dedicandole     questa canzone: ‘’ E’ per te che a volte piove a giugno/ per te il sorriso degli umani /per te un aranciata fresca /per te lo scodinzolo dei cani /per te il colore delle foglie /la forma strana delle nuvole /per te il succo delle mele /per te il rosso delle fragole /per te ogni cosa che c’è’’.
Ogni volta che pensavo di non farcela, lei ha sempre creduto in me. Mi ha sempre incoraggiato con un ‘’tu ce la puoi fare perché sei una forza della natura’’ o con un ‘’appena saprai, passa in ufficio che festeggiamo; dando quasi per scontato che ce l’avresti fatta a raggiungere l’obbiettivo perché lei crede in tutto quello che facciamo, quello in cui ci impegniamo; a tal punto da affidarti un ruolo cosi impegnativo come quello del referente/responsabile. Cosi stando in questo collegio, impari a fare tesoro di tutto, di ogni singolo momento che scandisce la tua giornata”.
ISABEL CAVALLI, Gennaio 2015

ALESSANDRA BONCI

Ciao a tutti, cosa è statoper me il Collegio Ciliota? una casa viva e colorata. Vi ho intessuto rapporti che ad oggi continuano ad essere parte fondamentale della mia vita. Ho conosciuto persone curiose, con cui poter discutere e crescere: ogni giorno era un'avventura.

Alessandra Bonci, Agosto 2015

VERONICA JANISE CONTI, Agosto 2015

Fotografie Veronica Janise Conti per Collegio Ciliota"Il giorno prima ero solo IO, con le mie decisioni, i miei ritmi.... arrivata al Ciliota mi sono ritrovata immersa in un ambiente dove IO sono IO perchè ci sei TU. La mia compagna di stanza, quello della porta accanto, la persona che ti capisce al volo,quella che ti chiede di prestarle il dentifricio... Se sono la persona che sono ora, o che diventerò in questi anni è solo perchè c'è altra gente, uguale a me e diversissima da me, che mi da la possibilità di farlo. Crescere, aiutare, conoscere. Imparare da tutti qualcosa e tenermelo stretto. E a tutti dare qualcosa di me..."  http://icolorinellatesta.blogspot.it/
VERONICA JANISE CONTI, Agosto 2015

SIMONA CUSUMANO, Giugno 2015

Fotografie Veronica Janise Conti per Collegio Ciliota

“Ho capito che la vita non e' acquistare e avere, ma dare ed essere. Perché come disse Charlie Chaplin: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile incontrare qualcuno al quale tu possa pacere cosi' come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore. La vita e' come un' opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi”. Quindi voglio ringraziare chi e cosa mi ha permesso di vivere profondamente ogni attimo di questa esperienza e comincio con il dire grazie a Venezia, la città di cui mi sono innamorata dal primo istante e che mi ha ospitata per tre anni. Sono sicura che questo e' solo un arrivederci... Ringrazio anche Ca' Foscari, perché la mia non e' stata una scelta facile. Quando ho iniziato il corso di laurea in 'Economics and Management' tre anni fa, i primi mesi sono stati disastrosi. La prima volta che ho iniziato a studiare, ho impiegato esattamente sette ore per capire due pagine... Traducevo dall'inglese all'italiano... e poi dall'italiano all'italiano... Perché prima di allora non mi ero mai interessata ad argomenti economici. Pero' sapevo che era la scelta giusta! Sapevo che era quello che dovevo fare per raggiungere il mio obiettivo!  Con il tempo, la costanza e la dedizione sono arrivate anche molte soddisfazioni, ma non e' mai stato semplice! Perché ci sono materie per le quali studi, ti impegni, sostieni l'esame... e lo passi! Ci sono invece materie per le quali doni testa, anima e cuore, ma l'esame non lo passi! Quindi... vai a ripetizione, ti presenti ai ricevimenti dei professori, nei quali magari vieni anche insultato, ma ti tieni stretta la tua dignità... Stringi i denti e vai avanti! Cerchi di non perdere mai, MAI di vista l'obiettivo... E quando dico di vista intendo letteralmente di vista! Per cui, lo scrivi sull'agenda, lo attacchi al muro, lo metti come sfondo del desktop in modo da vederlo sempre... e poi finalmente passi l'esame... e sei sempre più vicino al tuo obiettivo! Quindi sento di dover ringraziare anche Ca' Foscari perché dopo un percorso fatto principalmente di ostacoli, che ti fanno crescere e diventare più forte, posso dire: ok, se sono arrivata fin qui, non mi ferma più' nulla! Passo poi al Ciliota... Che dire.... e' vero, ci lamentiamo spesso: Internet che funziona quando ha voglia, le porte che sbattono, eccetera... Pero' effettivamente qui abbiamo la possibilità di esprimere noi stessi, di far emergere lati di noi nascosti o che comunque non verrebbero fuori altrimenti... Insieme con Raffaella, ho portato avanti per due anni il 'Progetto Solidarietà', con le lotterie di carnevale, per le quali servono nervi forti e saldi (ma alla fine il divertimento e' assicurato!); e con la Mensa di Betania, grazie alla quale ti confronti con altre realtà' che sai che esistono... ma per le quali ogni tanto la memoria deve essere rinfrescata. Cosicché una volta tornato a casa l'unica cosa di cui sei certo e' di essere davvero una persona fortunata! Il Ciliota pero' siamo noi... Ed e' proprio tra di noi che si presentano le sfide più varie. Questo perché qui ho incontrato e conosciuto molte persone...Alcune brillano di luce propria; da loro ho cercato di apprendere il più possibile.Altre sono persone da cui ho percepito richieste d'aiuto più o meno indirette; con loro ho cercato di lavorare, donando tutta me stessa, per farne uscire lati meravigliosi.Infine, ho incontrato persone che in me hanno lasciato solo un grande vuoto. Forti come leoni se insieme ad altri, ma deboli come invertebrati se da sole. Quindi, dico grazie a TUTTE queste persone, NESSUNA esclusa... Dal momento che mi hanno insegnato a non giudicare un libro dalla copertina... Perché in molti casi, quasi tutti ammetto, ho scoperto pagine meravigliose; ma in altri purtroppo, sotto copertine molto ben disegnate, ho trovato solo pagine bianche. Dico poi grazie al fantastico gruppo di amiche. Grazie per avermi sempre sostenuta, riuscendo a strapparmi sorrisi anche in momenti non facili. Ovviamente ringrazio le mie amiche di sempre: Daniela e Federica. Nulla, nemmeno la distanza, spezzerà mai il nostro legame. Infine, voglio ringraziare davanti a tutti voi una persona per me speciale: Elisa, “la mia Elly”, che purtroppo ho conosciuto solo quest'anno, il mio unico dispiacere. Insieme abbiamo superato lunghe, intense sessioni di studio, fatte di enormi tazze di caffè e tanto, tanto aiuto gratuito... Tempo che ci siamo donate l'una all'altra... Interrogandoci a vicenda e sopportando 'scleri' pre-esame. Soprattutto abbiamo condiviso momenti felici, con musica, scherzi e risate; ma anche periodi difficili, con lacrime, silenzi ed abbracci. Da te, Elly, ho appreso tanto e spero che tu possa dire lo stesso di me. Perché l'amicizia serve per imparare e imparare e' la forza dell'amicizia. L'ultimo grazie va a Raffaella, che nonostante i tanti dubbi, mi ha convinta a prendere la parola questa sera; sera conclusiva eppure costitutiva del mio percorso fin qui. Tre splendidi anni, che porterò per sempre con me. L'anno prossimo a Parigi, dove dal prossimo Settembre inizierò una nuova, fantastica avventura... E poi non lo so.... dove mi porterà la Fortuna... pero' voi sarete sempre con me... e lo dico con il sorriso!Un grazie a tutti, dal profondo del cuore!”
SIMONA CUSUMANO, Giugno 2015

SARA GHILARDI Maggio 2015

“L’esperienza di collegio secondo me è un’ esperienza che tutti dovrebbero fare in quanto essa è  un’esperienza formativa a cui appartengono pro e contro.  I pro sono che s’impara a conoscere lo spirito di condivisione ad ampio spettro vivendo la condivisione degli spazi dei luoghi comuni  con altri ragazzi che possono essere più piccoli rispetto a te come nel mio caso ma questo assolutamente non influisce sul mio rapporto che ho con loro anzi ti fa aprire gli orizzonti, ti da la possibilità di conoscere persone che hanno una visione diversa dalla tua perché a volte l’età può essere complice di ciò mentre altre volte hanno semplicemente un’esperienza diversa dalla tua .
Parlando di condivisione se sei in Tripla come lo sono io, vivi la condivisione giorno e notte. Io personalmente la Tripla la consiglierei perché mi sono trovata davvero bene ovvio a  volte devi modificare le tue abitudini per il rispetto altrui per esempio devi modificare l’orario per fare la doccia se sei abituato a farla troppo tardi o troppo presto ma è sempre Bello avere compagnia di giorno e di Notte e poi è come se acquisissi oltre che delle amiche delle “quasi” sorelle.
Ovviamente altro motivo per cui ho scelto e sceglierei nuovamente il collegio è perché sei certo che se hai bisogno di qualcosa o di qualcuno, trovi sempre qualcuno disponibile ad aiutarti sia degli amici, i colleghi all’interno del collegio o al nostro riferimento. Mentre se io avessi scelto di andare in appartamento penso che mi sarei sentita sola in quanto precedentemente sarei stata troppo timida, distante e impaurita per fare amicizia con i coinquilini che avrei avuto con me. Oggi invece mi sento diversa, dopo aver fatto esperienza di collegio sono meno timida,  più estroversa, mi sento più sicura e soprattutto ho maggior autostima di me grazie al percorso svolto con Raffaella individualmente e grazie all’ opportunità di confronto che mi è stata data da lei attraverso i vari colloqui ma più che colloqui sono state spesso delle chiacchierate che mi sono servite per capire meglio me stessa ma soprattutto per capire che riesco a camminare con le mie gambe ed ad attraversare ostacoli che penso che siano insormontabili e che ho la capacità di essere empatica, che sono in grado di capire le persone con un semplice sguardo, guardandole(capire se stanno male,se sono in difficoltà, se hanno bisogno di me o se semplicemente hanno bisogno di stare sole in quel momento) anche se a volte mettersi a confronto con lei è stata dura in quanto è una persona diretta, esplicita e che ti fa ragionare e spesso non accetta i ma, i non so, i vorrei ma non posso o i forse come risposta anche se sembra che ti voglia mettere in difficoltà lei (capisci dopo) lo fa solo per aiutarti e per farti crescere anche se a volte scusate il termine la vorresti “uccidere”, quando dice no è no e piuttosto rimane fino alle 2 di notte a spiegarti le motivazioni ma non cede; si commuove e gioisce con te quando va bene un esame ma sa esserci anche quando capisce che le cose non vanno bene. In ultimo grazie a lei ho imparato (dopo le infinite sue “rotture di chiamare le cose con il proprio nome”) a valorizzarmi e ad organizzare i miei spazi e tempi, visto che precedentemente l’organizzazione mi mancava quasi completamente soprattutto nello studio. Per quanto riguarda i contro potrei dire che secondo me non ce ne sono e che mi dispiacerà lasciare il collegio”.
SARA GHILARDI Maggio 2015

NICOLE MAZZARO, Maggio 2015

“Sono arrivata al Ciliota ad Ottobre per seguire un’amica, quindi inizialmente contavo molto su di lei per capire come funzionava questo collegio ma soprattutto, vista la mia timidezza, per conoscere gli altri studenti. Con il passare del tempo ogni giorno mi sono sentita sempre di più a mio agio sia con la struttura che con le persone e questo mi ha permesso di aprirmi ed essere me stessa anche in un luogo lontano dalla mia famiglia. Ho iniziato ad identificare il Ciliota con la parola casa e i miei coinquilini con amici, certo non possiamo essere tutti uniti, ma sono riuscita a trovare quel gruppo di persone con cui mi trovo bene e che mi stimolano ad essere migliore. Sia io che i miei genitori hanno notato un notevole cambiamento nel mio carattere da quando vivo al Ciliota, non sono famosa per la diplomazia e per la pazienza ma il vivere con altre persone, che non siano mia sorella che posso sgridare, mi ha fatto cambiare anche se poco questa mia caratteristica, ma ciò che mi ha maggiormente stupito è stato il rendermi conto di aver bisogno e di volere compagnia, cosa che non mi era mai capitata prima visto il mio carattere “solitario”. Inoltre al Ciliota riesco a sentirmi in qualche modo utile e responsabile quando posso aiutare per organizzare gli eventi e la festa di natale o quando posso proporre soluzioni per gestire la cucina e le aule studio. Nonostante la ragione per cui sono arrivata al Ciliota se ne vada e nonostante la scomodità di dover trovare un altro alloggio per il mese di Settembre, ho comunque deciso di rimanere per un altro anno, perché ormai mi sono integrata e tutto quello che possiamo fare e ricevere qui raramente sento che avviene nelle altre case studenti e quindi mi sentirei spaesata in un altro tipo di ambiente”.
NICOLE MAZZARO, Maggio 2015

SARA CASTIGLIONI

“Sono Sara Castiglioni, ho 21 anni ed è il secondo anno che vivo alla Domus Ciliota. Ho sempre avuto una grande passione per l'Oriente e per lo studio delle lingue, perciò ho deciso di basare il mio futuro sull'unione di queste passioni e studiare Lingue Orientali all'Università. Essendo poi nata una particolare passione per la Corea, la lingua e la cultura coreana, ho deciso di sceglierla come percorso su cui basare il mio futuro e di venire a studiarla a Venezia. Ho scelto fin da subito di vivere alla Domus Ciliota, dove ho vissuto entrambi gli anni in tripla, conoscendo compagne di stanza e di vita che hanno permesso di sviluppare il meglio di me stessa e di mettermi in gioco ogni giorno. Ci sono stati momenti positivi, come momenti di difficoltà per tutti, ma in entrambi i casi ognuno di noi ha potuto mettersi in gioco, contribuendo a risolvere i problemi e imparando a migliorare sé stesso e gli altri allo stesso tempo. Proprio per questo motivo credo che la condivisione, il confronto e la tolleranza verso gli altri siano elementi importanti per l'arricchimento e la realizzazione di noi stessi. Avendo una sorella e un fratello più piccoli ero già abituata alla condivisione di spazi e oggetti, come alla tolleranza verso gli altri; nonostante ciò, grazie a questa mia esperienza in un collegio studentesco ho potuto mettermi alla prova anche con persone della mia stessa età e più grandi, migliorano così la mia tolleranza nei confronti di persone inizialmente sconosciute. Essendo inoltre una ragazza estremamente timida, grazie a questi nuovi amici e attraverso alcuni incontri organizzati all'interno della Domus, sono stata in grado di "raggirare" questo mio difetto, riuscendo in qualche modo a superare il mio blocco e la mia paura di parlare davanti a un gruppo esteso di persone, dandomi la possibilità di esporre e far valere le mie idee. Questo è forse il traguardo più grande che sia stata in grado di raggiungere in questi due anni e ritengo che sia importante anche per il mio futuro. Un altro aspetto positivo di questa mia esperienza è la perenne presenza di qualcuno su cui contare, con cui condividere momenti belli e momenti brutti, sofferenze e felicità. Non mi sono mai sentita sola e ho sempre avuto qualcuno su cui contare nei momenti di difficoltà, come c'è sempre stata per me la possibilità di ricambiare: aiutare gli amici è qualcosa con cui ci si può realizzare e arricchire, qualcosa che porta sempre a galla il meglio delle persone.”
SARA CASTIGLIONI

OLGA PERANTONI, Maggio 2015

“Fin dal primo anno, l'esperienza in collegio mi ha insegnato a dividermi e condividermi per l'altro, scoprendo nuove sfaccettature di me stessa ed aprendomi al confronto e al pormi in costante discussione. Mi ha insegnato a non affrontare le difficoltà nella solitudine e nel silenzio ma ad ascoltare gli altri perché voci di un cammino. Ho capito che la solitudine è una parola, mentre la compagnia è un verbo dietro cui,con mille volti,si nasconde il mio. Stare qui è qualcosa che mi ha arricchita non solo a livello umano ma da cui ho acquisito responsabilità. Grazie alla fiducia che mi è stata data per qualche mese come responsabile affiancata da Raffaella e Marco ho instaurato legami di fiducia e collaborazione per raggiungere gli obbiettivi prefissati. Prendersi a cuore un problema e cercare di risolverlo con passione e creatività,significa trovare un antidoto al peso della sua complessità. Significa mettersi in gioco,al prezzo del proprio tempo,mettendoci l'animo e  premiando se stessi, gratificandosi e rendendosi più sensibili a quello stesso peso del sacrificio che grava sugli altri. Solo il cuore, la volontà, sono capaci di tradursi in forza e modello per gli altri, un modello che non si spezza ma nonostante ostacoli e avversità, continua ad andare avanti, perché animato dal desiderio di raggiungere un traguardo e raggiungersi, attraverso la gratitudine e la stima dell'altro. Durante il secondo anno ho appreso anche che la compagnia non sempre fa rumore,ma solo se affiancata da piccoli e grandi gesti capaci di fare eco fra le giornate.  Il silenzio di un abbraccio mi ha aiutata a rialzarmi e gettare le basi per un incontro con me stessa e qualcosa di più grande...quel qualcosa che si riesce ad intravedere fra le note di una canzone,tra l'armonia e la perfezione delle cose che seppure così piccole e semplici in confronto al mondo, esprimono un'irrazionalità immensa,come una scala troppo grande per l'uomo,che può soltanto ammirarla ed innamorarsene. E quest'uomo, quest'uomo d'oggi che tanto cerca di diventare alto per accrescere le proprie braccia e le proprie gambe nel tentativo di salire sempre più su,ha perso se stesso,ha perso la semplicità delle cose,e del lasciarsi permeare dalla realtà con gli stessi occhi e gli stessi colori che preservano l'anima di un bambino. Perché da bambini ogni ostacolo è più piccolo,ogni sventura viene accolta con la filosofia dell'ingenuità e della purezza. E ciò che di più bello e grande si impara da bambini è che non c'è croce abbastanza pesante da fermare un cammino se,intrecciata alla propria, si ha la mano di un altro. Per tutto questo sarò sempre grata a questa esperienza,cicatrice che  si mostrerà nei rapporti futuri e nella mia forza di andare avanti”.
OLGA PERANTONI, Maggio 2015

ELISA COLLAZZONI, Luglio 2015

"Ormai sta per iniziare il mio quarto anno all’interno della residenza Ciliota, per me è diventata la mia seconda casa. In questi anni ho avuto l’opportunità di conoscere persone con un carattere simile al mio e spesso con le mie stesse passioni, ma allo stesso tempo ho avuto modo di confrontarmi anche con persone molto diverse da me. Tutto ciò mi ha aiutato a maturare e ad essere sempre meno introversa, aprendomi sempre di più al dialogo con gli altri e alla collaborazione. Inoltre, le numerose attività che vengono organizzate nella residenza mi hanno fatto scoprire realtà che prima erano lontane da me e che non avevo avuto la possibilità di conoscere. Spesso queste attività hanno trattato quella che è una delle mie passioni, l’arte, e grazie ad esperti ho potuto approfondire molti temi per me interessanti.
L’esperienza in questo collegio, credo sia un’esperienza a tutto tondo, perché offre la possibilità di un arricchimento sia a livello caratteriale, sia a livello di quelle che sono le proprie qualità che vengono tirate   fuori o le proprie debolezze che possono essere migliorate e a volte tradursi in punti di forza". Serena Baro, Agosto 2015.  
"La mia esperienza in questo collegio consta di due splendidi anni, durante i quali ho affrontato un percorso personale intenso e ricco di cambiamenti grazie alla sinergia con tutte le persone incontrate. Qui sento di aver avuto la possibilità di crescere insieme con queste persone, senza perdere le nostre varie e colorate identità, donandoci gli uni agli altri, giorno dopo giorno tra difficoltà e gioie. Forse quello di cui pochi si accorgono è che il Ciliota non è solo un collegio; sono le persone che vi lavorano, quelle che vi alloggiano e quelle che passano per un saluto. Il Ciliota è fatto di attimi; come l'attimo in cui stringi la mano per la prima volta a quelli che saranno i compagni di mille avventure; o l'attimo in cui saluti chi se ne va con un "arrivederci", felice di aver potuto assistere allo splendore delle sue vele spiegate al vento. In fondo il Ciliota siamo noi ..."
ELISA COLLAZZONI, Luglio 2015

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