INTRO

Gli incontri non sono mai un istante chiuso nelle nostre vite, un momento che passa e che va scivolandoci addosso: essi possono essere tempi e spazi sacri. Gli incontri importanti, AUTENTICI, hanno spesso un prima, un durante e un dopo…. Fasi che qui nella nostra Residenza Universitaria vengono singolarmente valorizzate: poiché capaci di GENERARE SUTPORE E CRESCITA.

Un prima di preparazione, che ci conduce all’incontro… aprendo il nostro se’ alla riscoperta di una necessità, alla possibilità che ci venga offerto un seme che se accolto e alimentato sia capace di farci sentire amati, superando ostacoli, prove o limiti un po’ ruvidi. Un “nuovo” che conduca a riscoprire, anche attraverso chi cammina con noi, che chi ci ama lo fa con gratuità infinita:  “IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA” (GV 10, 10).

Ogni incontro pensato per voi, con voi, nasce con il desiderio di donarvi al suo termine…. qualcosa, anche solo un piacevole ricordo, un pensiero positivo, una piccola luce da portare con voi e che possa nutrire quel “dopo” tanto importante perché unico e irripetibile che è la tua vita. Una luce da non tenere nascosta in un cassetto ma da donare alle persone che ci/ti sono vicine in questo cammino, perché è anche “VIVENDO CON…” che si attraversano dimensioni e spazi colmi di stupore, che soli non è possibile nemmeno immaginare.

Raffaella Gonella e Marco Cavallero

 

TRACCE dal COLLEGIO

In questi anni, numerose le lettere che ho ricevuto. Infiniti gli abbracci che ancora oggi mi parlano di quei ciliottini che con sorriso  e desiderio di raccontarsi, tornano sempre:
….. a presentarti la loro famiglia,
……il loro amore,
……la loro storia che continua,
qui vicino o lontano lontano….. ma non troppo per essere condivisa.

Ho scelto oggi di donarvi qualche frammento perché prezioso è il cammino di chi sa aprirsi all’ascolto della testimonianza e uniche sono queste tracce che altri ciliottini prima di te, ti affidano ora.

Raffaella Gonella

FEDERICA MARUTI

Da quando ho varcato la soglia del Ciliota per la prima volta ne sono passati di anni, ma conservo dentro di me ricordi meravigliosi, come se li avessi vissuti ieri.
Negli anni in cui sono stata a Venezia il Ciliota diventa una seconda casa, diventi parte di una comunità o ancora meglio di una grande FAMIGLIA. Come ogni normale gruppo che si rispetti, si discute, ci si confronta, si dialoga e ci si mette in gioco creando legami che permangono nel tempo.
Si cresce interiormente grazie a percorsi, serate, incontri che durante la permanenza ti fanno aprire a te stesso e agli altri abbattendo le nostre barriere/paure e tirando fuori la creatività che é insita in noi.
Alla base di tutto c’è l’ascolto che è la forma più alta di comunicazione; un ascolto quotidiano che ti fa capire l’importanza delle piccole cose. La vera artefice del cambiamento che sia ha da prima di entrare al Ciliota a dopo è senza dubbio Raffaella, la responsabile che ha una sensibilità unica, ha un modo d’approcciarsi differente con ognuno di noi e solo con il passare degli anni capisci quanto sia importante la sua figura nel nostro percorso formativo. Vivere l’esperienza del Ciliota è qualcosa di unico che se non provi è difficile da spiegare, è un qualcosa che ti porti dentro e ti aiuta ad approcciarti alla vita con uno sguardo attento e costruttivo.
Consiglio alle generazioni future di non avere timori e/o paranoie iniziali, ma lasciarsi andare a 360’ nel provare un’esperienza di arricchimento spirituale, emotivo e cognitivo. Vi lascio con una frase di Oscar Wilde “"La memoria é il diario che ciascuno di noi porta con sé"

Federica Maruti, Ottobre 2015

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